Let’s Movie LXV

Let’s Movie LXV

MAMMUTH
di Benoit Delépine e Gustav Kervern
Francia 2010, 89’
Mercoledì 13/Wednesday 13
19:40/7:40 pm
Smelly Modena

My life-is-a-bitch Moviers,

Incipit impegnativo, me ne rendo conto. A volte le sassate vengon giù fitte fitte e partoriscono degli incipit impegnativi…

Tutta una serie di accadimenti mi ha fatto pensare molto a Let’s Movie e il Baby Blog, al Board e al senso di quiesta iniziativa.

Ero partita con l’idea di vedere “Winter’s Bone” insieme all’Honorary Member Mic giovedì, e poi di uccidere Let’s Movie.
Una coltellata e via. Per colpa delle sassate, di life-is-a-bitch, e di tutta una serie di accadimenti… Tra questi c’è anche un punto dolente su cui mi hanno dolentemente fatto riflettere in questi giorni, e cioè sulla presunta tendenza dei trentini all’individualismo, all’auto-isolamento ― tendenza forse trasferita geo-geneticamente dalle onni-occludenti montagne, chissà. Insomma a quanto pare siamo bravissimi a rintanarci, a chiudere le porte.
Che io sia d’accordo o meno con questa lettura, poco importa qui. Quello che importa è che Let’s Movie è nato PROPRIO per combattere questa tendenza. È nato per farvi aprire la porta, per farvi “muovere” fuori, in senso figurato e non.
Se ora lo uccido, ricorro (trentinamente?) a catenacci e serrature. E non voglio PROPRIO ― io sono per il movimento, figurato e non.

Io mi chiedo sempre se quello che faccio abbia un senso (come tutti forse, non so, ma io ci sono un po’ ossessionata) …. Be’ il senso di Let’s Movie, se gliene devo trovare uno, è il cinema condiviso. Perché il cinema da soli è bello, ma il cinema con 1+x persone è un’equazione dai risultati esperienziali la cui portata arricchente e imprevedibile tende a infinito.
Quindi sì, nonostante ci sia mancato un soffio, poso il coltello…

Per ora Let’s Movie vive ― o meglio, sopravvive, ammaccato, dopo piogge di sassi fitte fitte… Non so di preciso per quanto. Non so ancora se con cadenza settimanale… Ma per ora tira avanti.

I will keep the signal alive. No matter what.

Let’s Movie ha anche tre salvatori inconsapevoli. La Honorary Member Mic, e la sua richiesta “Non ucciderlo”, con quello sguardo tra il dispiaciuto e l’incazzoso che le riesce così bene. La Fellow Flavia e il Fellow Fabio EffeBiKappa che da tanto tempo non vedevo. Ritrovarli lì giovedì, inaspettatamente, sull’uscio dell’Astra mi ha detto qualcosa…

Dopo questa difficile premessa, fatemi ringraziare i Fellows che hanno preso parte all’iniziativa lanciata dal WG Mat e da Andy-the-Situation-Phelbs ― la visione di “Boris” – Il film” lunedì scorso. Sono accorsi la Fellow Junior, il Fellow O’ Principe Ferdinando, il Sergente Fed FFF insieme alla dissident Ben e la guest Giuseppina.
Non so di preciso cosa il film mi abbia lasciato… Di sicuro un dilemma esistenziale ancora irrisolto. “Ma si dirà io penso che bisogna, o io penso che bisogni?”??

Della partecipazione a “Winter’s Bone”, ho già ringraziato la Fellow Shrilanka-Forever Flavia, il Fellow Fabio EffeBiKappa e la Honorary Member Mic (in apprezzabilissimo quasi-ritardo).

Che dire del film se non un frustratissimo, valentiano “Mannnnnnnnòòòòòòòòòò!”. Concordo a pieno con la disamina della Mic: “Ts, ‘sto film è la sagra dei cliché”. In effetti non se ne fa mancare uno… Vedete un po’ voi:

Missouri montano che pare Kamauz (per i poco avvezzi con le geografia trentina, Kamauz è la topo-allegoria montana dell’orrore per eccellenza); famiglia disastrata con psycho-madre + padre delinquente scomparso (accoppiata che piace a Hollywood in maniera quasi perversa, “8 Mile” docet); destino della famiglia tutto sulle spalle della figlia diciassettenne, trasformata per l’occasione nel prototipo della madre-coraggio yankee di cui, va detto, sentivamo tutti una profonda mancanza; lieto fine raggiunto dopo momenti splatter che hanno suscitato un’ilarità d’altri tempi ― e chi ha diciassette anni non ha assitito alla moto-segatura di un paio di mani per dimostrare la morte del proprio padre??; ridicolo scimmiottamento dei tempi dilatati tipici di tanto cinema d’essai occidentale (e orientale, naturalmente); il tutto scandito da un inglese pressoché incomprensibile. Vi basta?

La Honorary Member Mic e io abbiamo cominciato a ridere al quarto minuto… Bah, il bello è che “Winter’s bone” è stato definito la rivelazione dell’anno… E una signora fuori dall’Astra non faceva che parlare del pathos del film… Bah… Io dico solo stiamo attenti con ‘ste parole, che da “pathos” deriva “patetico”…

Spero di azzeccare (be’, peggio degli ultimi film non possiamo fare, credo, Moviers…) con

MAMMUTH
di Benoit Delépine e Gustav Kervern

Aspetto questo film dalla Berlinale dell’anno scorso ― come non farsi conquistare da un road-movie con Gerard Depardieu-Mammuth versione centauro?

Se mercoledì alle 19:40 vi risulta ostile, sappiate che lo ridanno giovedì alle 21:00 al Supercinema Vittoria ― mi scuso per lo Smelly Modena e l’orario molto poco Let’s Movie, ma questo giovedì mi sarà proprio impossibile…

E dopo questo messaggio di difficilissima stesura, vi ringrazio della pazienza, my down-with-door Moviers, e vi lascio con il riassunto in calce e dei saluti freddiemercurianamente cinematografici.

… Ah, e riguardo le piogge di sassi… “It can’t rain all the time”…

Let’s Movie
The Board

MAMMUTH: Un operaio compie 60 anni e decide di andare in pensione. Scrupoloso lavoratore dall’età di 16 anni, non ha mai fatto un giorno d’assenza, mai un giorno di malattia. Ma appena prova a ritirare la meritatissima pensione, si imbatte nel muro implacabile della burocrazia. Scopre così che molti datori di lavoro hanno “dimenticato” di versargli i contributi. L’unica soluzione per ricevere tutti i benefici pensionistici è quella di far visita a tutti i vecchi datori di lavoro e chiedere le dichiarazioni mancanti. Incoraggiato dalla moglie, il nostro eroe monta sulla sua vecchia moto degli anni Settanta, una Mammuth, da cui prende il soprannome, e parte. Torna nei luoghi della sua adolescenza, in un viaggio che lo riporta da vecchi datori di lavoro, amici e parenti perduti. È durante questo viaggio che si accorge che la gente lo ha sempre considerato un incolto imbecille. Attanagliato dal dubbio e allucinato dalle apparizioni di Yasmine, il suo primo amore, morta in un drammatico incidente motociclistico, il compito di recuperare i documenti mancanti appare, poco a poco, futile. La salvezza arriva tramite la sua nipotina, che risveglia in lui il dormiente poeta felice. Invece di avviarsi lentamente verso la morte, Mammuth decide di abbracciare la vita e ricominciare.

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2 Comments

  1. tutto sto can can perche’ boris ha fatto piu’ moviers mi sembra esagerato! 😛
    semplicemente dovresti essere piu’ open a qualcosa di divertente e irriverente! anche perche’ dopo certe giornate in ufficio, se non si ride almeno al cinema, c’e’ da tagliarsi le vene 😀

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