Let’s Movie LXVIII – TRIBUTE TO WORKERS – TEMPI MODERNI e GLI UOMINI DELLA LUCE

Let’s Movie LXVIII – TRIBUTE TO WORKERS – TEMPI MODERNI e GLI UOMINI DELLA LUCE

TEMPI MODERNI
di Charlie Chaplin
USA 1936, 85’
Martedì 3/Tuesday 3
20:30/8:30 pm
Astra
Ingresso gratuito/Free entry

GLI UOMINI DELLA LUCE
Storie di centrali idroelettriche in Trentino
Italia, 2010, 52’
Mercoledì 4/Wednesday 4
19:30/7:30 pm
Smelly Modena

 

M(A)y Moviers!

Mamma mia!! Giovedì il Board è stato il Board più felice della cine-terra (pur con quella diffidenza boardiana nei confronti della felicità che lo contraddistingue, naturalmente).
Sì, giovedì pienone al cinema Nuovo Roma per l’apertura del Trento Film Festival 2011, e soprattutto, prima di tutto, pienone di Moviers!!!

Siamo super-proud di ringraziare, nell’ordine, ma non d’importanza (Let’s Movie è una dittatura democratica, ricordiamolo):

  • L’Honorary Member Mic: che minaccia in continuazione di spodestarmi se non propongo Loach, ma che in fondo in fondo, dietro a quell’accento veneto, è una gran compagna di (Movie)merende
  • La Fellow Milena: abbronzatissima! (Più del Board, e questo non s’ha da fare! :-))
  • Il Fellow Iak-the-Mate: un climber d’eccezione come lui non poteva mancare, visti gli 8b di Erri…(Quarto battesimo Let’s Movie riuscito eh, Mate..DONE… Te l’avevo detto, Never Stop Baptising!).
  • La Fellow Giuly Jules tornata in formissima dopo giorni e giorni di mannaggia-stampelle
  • Il Fellow Pilo, preziosissimo totem di Let’s Movie, che svettava più che mai nelle prime file
  • La Fellow Fausta, la nostra Irrequieta 1, anche lei tornata in formissima dopo un incidente provocato da un ostile Black-Berry (aderite anche voi alla campagna “Please help us fight Black-Berries NOW”)
  • Il Fellow Danilo detto Spaccato, che siamo fierissimi di riavere con noi dopo l’esperienza Let’s Movie “Il padre dei miei figli”, l’estate scorsa (a riprova, caro Mate, che Danilo è un Fellow, e vale, VALE!)
  • La Fellow Federica del clan “gli amici del parchetto”, anche lei testata (e sopravvissuta) a “Il padre dei miei figli”. Stoica.
  • Il Fellow Luca The First che siamo stati onorati di rivedere e riverire (la nobiltà è molto in auge in questi giorni, si sa). Sua altezza The First ha tra l’altro comunicato a un distratto Board di aver partecipato al Let’s Movie “Habemus Papam”. Il Board si è MOLTO scusato, ma il suo ritardo quella sera toccò vette nevvero perigliosissssime ― Fellow Fra(nz) per testimone.

La serata non avrebbe potuto essere senza la nostra super multi-tasking Anarco-zumi, che non solo ha organizzato l’evento, ma ha pure contribuito all’approntamento della location ― con “approntamento della location” intendiamo un intervento aspirapolvere-alla-mano per rendere presentabile la moquette del Nuovo Roma (cinema dai trascorsi evidentemente a luci rosse, secondo noi…). Quando diciamo che la Zu è il braccio del Trento Film Festival intendiamo in senso figurato e non… 🙂
Vacuum-cleaning Zu, sappiamo che sabato prossimo risorgerai dalle ceneri del Festival con una leggiadria che in confronto l’araba fenice è Titti, comunque teniamo a ripeterti “Tieni duro/hang on”!! Boris ti dice “E dai dai dai”…

Ora, non vi lamentate se le mail sono lunghe, ma con tutta questa FOLLA di Fellows, capirete che non è proprio possibile tagliar corto. È il prezzo che si paga per la popolarità… (dai lasciatemi smargiassare un po’…).

Che si può dire di Erri? 75 minuti di puro, religioso ascolto. Quando ti trovi davanti a una mente sciolta in un voce che pesa le parole come monili ― in una società in cui la saturazione comunicativa ha raggiunto livelli mai raggiunti prima, un mondo che si parla addosso come mai prima. Quando senti verbi come “incistare”, espressioni come “cani e canarini”, “il corpo è panoramico”…. Quando vivi 75 minuti così, occhi e orecchi e sensi incantati, la tentazione è quella di non dire nulla a evento finito, tanta è la sopraffazione, e l’impotenza di ricreare il momento. Sapevo che questa sarebbe stata la mia tentazione. Il silenzio è l’unico mezzo ― perché il silenzio contiene tutto. Per combattere questa tentazione, e il silenzio ― che, per quanto contenga tutto, non comunica nulla ai Moviers assenti! ― ho catturato qualche pensiero di Erri che ha smosso qualcosa dentro di me, l’ ho appuntato dietro la ricetta per gli antibiotici, e ora lo trasferisco qui per voi…

Eccovi quindi, miei Moviers, “Dei pensieri ERRanti in una notte d’aprile”.

  • “Sono più un redattore di storie che un creatore. Io sento le storie e mi faccio coinvolgere”
  • “L’udito è l’organo d’informazione principale. Di lì le parole s’INCISTANO dentro di me… Davide in un salmo scrive: ‘Un paio di orecchie hai scavato dentro di me’… L’acqua che rimane lì non si esaurisce mai…”
  • “La parola sacra è integra, non si è suddivisa. C’è una brutalità, una totalità lì, in quella parola, che mi riguarda, anche se non sono credente”.
  • “Sono incapace di perdono…. Non c’è nulla che possa ricostruire l’integrità precedente”. (Sguardo d’intesa tra il Board e la Honorary Member Mic…)
  • “In montagna la testa perde il comando. Schiacciata com’è sulla roccia. E il corpo insegna. Anche alla testa, che è l’ultima arrivata”. (Sarà per questo che il Board è loser nel climbing e teme i monti?)
  • “Ho capito di essere un inquilino del mio corpo, che è immenso, che è una macchina, dentro cui io mi trovo. E mi rendo conto che in montagna è indipendente, ha una sua autonomia”.
  • “Io non sono un alpinista. Sono uno di passaggio che ripercorre le orme di qualcuno che è passato prima di me, uno del posto, che ha diritto di piantare chiodi, chiamare le vie… Cerco di passare senza disturbare, con più leggerezza possibile… Faccio questo anche con i testi sacri. Ripercorro”.
  • “L’alpinista deve avere forte dentro di sé l’istinto della fuga, della ritirata. La fuga richiede la stessa freddezza della salita…. Inverte solo la rotta della salita… Da giovane non mi piaceva questo pensiero di Pietro ‘L’uomo che fugge può combattere una seconda volta’. Ma poi col tempo ho imparato a riconoscerne il senso”.
  • “Napoli dice ai napoletani: ‘T’aggia imparà e t’aggia a perdere’… È stato così anche per me… Quella città mi è stata causa e io sono stato uno dei suoi effetti” (il nostro partenopeo Fellow Mario, our Eraser-head, fuggito più volte a Los Angeles, sa bene cosa intende…).
  • “La mia sola qualità è quella di stare in ascolto. Sento le storie e le immagino. Ma le storie appartengono a chi le legge. È lui che allestisce i luoghi, gli ambienti. È lui il creatore, l’inventore…”
  • “Il mare è una via di comunicazione. C’è più storia e racconto col mare. Le montagne sbarrano”. (Notate: detto alla serata d’apertura di un Festival sulla montagna… Erri sei tutti noi).
  • “Sono felice per brevi istanti. Tipo quando traduco bene, e il senso è raggiunto”.
  • “La felicità è un agguato: non si sa mai quando ti salterà addosso”.
  • “L’uomo è quello che ha commesso. Forse è per questo che non so perdonare”.

Bello pensare che ERRino da voi, adesso…

Lasciatemi ringraziare di cuore la Fellow Fausta, la mia Irrequieta 1, che conosce Erri da tanti anni e che me l’ha presentato a fine incontro, permettendo a una tremebonda su un paio di tacchi come me di scambiare con lui qualche parola sulla traduzione…. Non so dirvi quanto il terz’ultimo pensiero ERRante racchiuda esattamente l’esperienza del traduttore…

Serata troppo DONE!

Questa settimana, cari calendimaggio Moviers, Let’s Movie raddoppia, con lo special “Tribute to Workers”! (Piano con i trenini pepepepepé, che non si sente niente!).

Cominciamo con

TEMPI MODERNI
di Charlie Chaplin

Ebbene sì, un film muto ― Mic, adesso manca solo il film kazako coi sottotitoli in aramaico (che hai cominciato a studiare) e siamo apposto…. Non sarà forse la scelta più popolare e marketing-oriented dell’anno, ma Let’s Movie ci crede, e non teme le sfide…

Il film rientra nella bella rassegna organizzata dall’Astra, “Lavoro di Martedì. La sicurezza del/sul lavoro raccontata dal cinema”. E quale modo potevamo trovare per celebrarvi,  First-May working Moviers, se non quello di (ri)vedere un film di denuncia girato dal piccolo gigante Chaplin?

Per la seconda parte del “Tribute to Workers” e di “[email protected]”, siamo felicissimi di promuovere l’ultima fatica di Katia Bernardi, la nostra Fellow Film-maker! Dopo “SLOI – La fabbrica degli invisibili”, Katia ritorna con il documentario

 

GLI UOMINI DELLA LUCE
Storie di centrali idroelettriche in Trentino

Leggete il riassunto in calce perché merita davvero!  E mi raccomando prenotate il posto chiamando il 333 27 53 033 o mandando una mail a [email protected] ― ringrazio molto il Fellow Angst dello Spazio Off (Daniele sulla carta d’identità) per averci segnalato il film (si sa, tra initiative-supporters ci si aiuta :-)).

Sì sì ho finito, ho finito, tranquilli… Ora due calci ― nel senso di due riassunti a fondo pagina! ―tanti “thank you!” a tutti voi e dei saluti laboriosamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

TEMPI MODERNI: Charlot, operaio in un grande complesso industriale, estenuato dal ritmo frenetico di lavoro, perde la ragione. Ricoverato in una casa di cura, viene dimesso qualche tempo dopo per finire però quasi subito in prigione, a causa di una manifestazione di operai nella quale si ritrova casualmente coinvolto. Durante la detenzione, egli concorre, inconsapevole, a sventare una rivolta di detenuti; ciò gli frutta l’ immediata scarcerzione. Una volta libero, riprende la sua dura lotta per sopravvivere: gli è di conforto l’ amicizia di una giovane orfana, con cui divide fraternamente la propria casetta e quel po’ di cibo che riesce a procurarsi. Quando la ragazza trova lavoro in un cabaret e riesce a far assumere anche Charlot, ai due derelitti sembra schiudersi la prospettiva di un futuro migliore. La polizia, venuta a cercare la ragazza per ricondurla all’ orfanotrofio, li costringe però a fuggire dalla città per cercare altrove un po’ di tranquillità.

“Il film, uno dei capolavori in senso assoluto espressi da Chaplin e dall’arte cinematografica, non ha perso, a distanza di tanti anni dalla sua uscita, la freschezza inventiva, l’attualità tematica e l’afflato poetico che l’hanno reso giustamente famoso”.

GLI UOMINI DELLA LUCE: Negli anni ’50 le più grandi opere di ingegneria industriale e alcuni dei più famosi registi italiani si incontrano per un appuntamento con la storia in cima alle montagne e lungo i fiumi del Trentino. Sullo sfondo della costruzione dei grandi impianti idroelettrici, gli ‘uomini della luce’, ovvero chi stava creando la monumentale impresa di quelle centrali, diventano protagonisti del lavoro di altri ‘uomini della luce’, i registi e i cineoperatori pronti a immortalare quel momento storico in quei luoghi. attraversa oltre mezzo secolo di storia insieme ai testimoni che hanno vissuto in prima persona l’impresa umana e ingegneristica della costruzione delle centrali idroelettriche, protagonisti al tempo stesso dei documentari girati all’epoca da registi come Ermanno Olmi, Dino Risi e Angio Zane. Dopo più di cinquant’anni, quei protagonisti tornano oggi tra le dighe e le centrali che hanno contribuito a costruire e sui luoghi stessi delle produzioni cinematografiche lì ambientate e di cui divennero accidentali attori. Le voci di Pierino Mantovani, Franco Giovannini, Catullo Buratti, Antonio Bugna e Giuseppe Buratti si incontrano con il racconto per immagini fatto dai film d’epoca e d’archivio, in un viaggio nella memoria tra energia, lavoro, ambiente e cinema.

 

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