Let’s MovieMusic LXXXII

Let’s MovieMusic LXXXII

ORCHESTRA HAYDN DI TRENTO E BOLZANO
ARIE DI GIUSEPPE VERDI
Lunedì 22/Monday 22
Cortile Interno di Palazzo Thun
Via Belenzani 19
21:00/9:00 pm
Ingresso libero/Free Entry

My Melomaniac Monday Moviers,

Allora, com’è stato il Ferragosto? Non che sia un giorno che dev’essere speciale per forza, intendiamoci— nemmeno l’ultimo-dell’anno-zarzuela se è per quello — ma mi dà il là per introdurre il Let’s Movie della settimana scorsa, che è caduto (in piedi) lunedì 15.
Il Ferragosto downtown Trento ha visto l’arrivo dei monsoni direttamente dal sud-est asiatico al mattino, e il sole torrido direttamente dalle Azzorre nel pomeriggio. Oltre all’uso della distonia musicale nel cinema, propongo anche il bipolarismo meteorologico come argomento per possibili articoli, my illustrious essayst Moviers… Mi rendo conto di parlare spesso del tempo, ma non servono Bloch&Le Febvre per capire quanto il clima abbia influito e influisca sulla storia — a testimoniarlo ci basta la Fellow Archibugia Katrin con la sua inveterata meteoropatia, una certezza in questo mondo dal futuro incerto e dalla felicità a momenti (così abbiamo pure rinfrescato il Tonino-Carotone pensiero, toh). Il clima cerca anche di influire su Let’s Movie, ma ahimè per lui, con scarsi risultati — questa onnipotenza letsmoviana nei confronti del meteo mi fa assumere quell’espressione guarda-come-gongolo che i Moviers a me vicini riconoscerebbero in un batter d’occhio…eh eh…

Ma qui mi sto un po’ perdendo sulla tangenziale ovest… Torniamo a Ferragosto, al nostro appuntamento con la musica. Per aver aderito al Let’s Movie LXXXI e aver acquistato il cd dei Gaia Cuatro — nonché avermi passato i file — ringrazio il Fellow D, reduce da stupefacenti incontri col destino e da biciclettate notturne in salita; per aver accompagnato al concerto la Honorary Member Mic, figlia dai vicentini natali e dalle residenze roncabronxiane, e averci onorarato con la sua presenza in carne e ossa, ringrazio la Honorary Member Mami, alias Lady Loredana, alias Let’s Movie Senior Supervisor, che, dal cuore del Veneto NON-leghista si beve il BabyBlogBooze fino all’ultima goccia (ripeto, fino all’ultima goccia!), osserva attentissima Let’s Movie settimana dopo settimana e che, per l’attività di monitoraggio svolta nell’ombra, segue le orme del mitico Charlie (e chi non s’è sentita una Charlie’s Angel almeno una volta nella vita?? Ta-na-na na-na-na-na-na-na…:-) ); infine, per aver conquistato Giappone e Argentina da un angolo non ben precisato del Giardino Santa Chiara, ringrazio la Fellow Vaniglia, del Comando “Irriducibili-per-la-Musica”, che dà al Board un sacco di soddisfazioni con le sue innumerevoli incursioni segrete. ;.-)

Pensavo che a Ferragosto il Giardino Santa Chiara sarebbe sembrato un Texas cormacmaccarthyiano spazzato solo dal vento, al posto delle sterpaglie rotolanti borse di nylon a mezz’aria come in “American Beauty”… E invece, niente deserti western! Arriviamo e ci troviamo il parterre di sedie tutte occupate, spettatori pigiati sugli scalini di lato e in fondo, gente in piedi lungo il fianco sinist sinist — l’invasione dei Trentocorpi!! 🙂 (Più che nei macro-numeri la crisi si legge proprio in questi micro sold-out di entertainment gratuito…my 2 cents…).

Come spiegarvi la musica dei Gaia Cuatro? Già spiegare un fenomeno come il jazz è un’impresa persa in partenza…Lo diceva pure Louis Armstrong, e lui qualcosa ci capiva — “If you have to ask what jazz is, you’ll never know”.
E come descrivere allora il jazz quando mescola sonorità intensamente latine a sonorità caratteristicamente nipponiche — come il canto della violinista-vocalist Aska Kaneko, e alcuni strumenti musicali di cui s’ignorano nome&esistenza? Ascoltarli è stato come vedere un numero imprecisato e colorito di persone che scalpitano per parlare, alzano le mani e la voce, vogliono dire la loro a tutti i costi. E tu assorbi questa meravigliosa bagarre, che non è fastidiosa o irritante, ma è piacevole, divertente, non canonicamente armoniosa. È come stare in un mercato, o una via caotica di qualche paese di cui non capisci la lingua, ma il messaggio armonico di fondo, quello lo cogli al volo.

All’inizio sono rimasta un po’ spiazzata, come disorientata… Il loro linguaggio musicale ibrido e multiforme non mi è arrivato subito. Anche con la musica di Thelonious Monk per me è stato così. All’inizio fatica. Poi curiosità. Poi piede che comincia a battere il pavimento, fianco che comincia a muoversi… E anche questa volta è stato così. È bastato poco per sintonizzarmi su di loro, un paio di pezzi. E ora vi sto scrivendo con loro nelle orecchie, il violino della straordinaria violinista-vocalist che mi saltella da una sinapsi all’altra (lei saltellava un sacco sul palco! Troppa energia in quelle braccia, in quelle gambe); i mille strumenti del percussionista Tomohiro Yahiro (di cui la Honorary Member Mic si è follemente invaghita :-)) che, con ognuno dei suoi mille strumenti, percorre mille strade; e poi il contrabbasso gutturale, le sue note profonde e vellutate, e il pianoforte che a volte non ha proprio nulla di viennese e schubertiano e può essere, come in questo caso, incredibilmente disturbante e creepy. Fatevi un bel giretto su Youtube e nei luoghi esplorati da questo complesso giappo(nauta)-argentino — il buon vecchio Paolo Fresu aveva ragione quando definì “coraggioso e innovativo” il gioco musicale che praticano…

Ci ha colpito anche l’assoluto distacco che avevano nei confronti del pubblico. Distacco ma non nel senso di freddezza, nel senso di astrazione. Era come se stessero orchestrando il dialogo che rimbalzava tra i loro strumenti, e fossero assorti in quell’operazione, talmente assorti da non badare a nient’altro, pubblico compreso. Un’astrazione totale. E il pubblico ha risposto con pari attenzione — non volava una mosca nel Giardino, un silenzio di oh-ah-oh ammirazione…

Insomma, sarà che il Board è facile agli entusiasmi — tanto quanto ai cataclismi (!) — ma la serata mi ha lasciato quella sensazione di piacevole appagamento che solo una (mal)sana attività motoria, o un’opera d’arte ben riuscita, o poc’altro, mi concedono…

Sì sì ‘mo la pianto, la pianto… 🙂
Visto che abbiamo perlustrato vari generi grazie a “Itinerari Folk 2011 – Diaspore”, e visto che a breve la cinematografia trentina tornerà a risvegliarsi dopo il sopore estivo (spero), vi propongo un altro Let’s MovieMusic, questa volta virando sul lirico e beneficiando della rassegna “Contrada Larga 2011 – Concerti sotto le stelle”

ORCHESTRA HAYDN DI TRENTO E BOLZANO
ARIE DI GIUSEPPE VERDI

Avviso: con il brutto tempo l’evento si tiene all’Auditorum Santa Chiara, accanto al Giardino Santa Chiara, quindi anche per questa volta Let’s Movie frega il meteo — meteo buuuuu! 🙂

(Per ulteriori info potete sempre chiamare lo 0461 213834).

So che la musica classica può non attirare parecchi Moviers — my Moviers are rock&roll, I know — ma vi chiedo per una volta di aderire allo special MeloMonday e di stamparvi 4 M sulla maglietta da bravi Melo-Monday-Maniac Moviers (per chi non lo sapesse “melomane” in inglese si dice “melomaniac” ;-)…). Mi piacerebbe molto vedervi in versione opera.

Glielo fate questo piacerino al vostro Board? 🙂

E poi vi prospetto il cortile interno di Palazzo Thun, le stelle up above in the blue blue sky, le note di Verdi in the air, una folla di altri Moviers all around (!)… Mica è la legione straniera!
E per l’occasione il WG Mat potrebbe farsi dare un passaggio da Porco Rosso e raggiungerci dalla Grecia, no? 😉

Ah, per questa sera niente riassuntino: giù sotto fra i calcinacci trovate i dettagli dell’Orchestra Haydn e il libretto della serata, mentre i saluti che vi mando questa sera, my mi-mi-mi-mi-mi Moviers, sono liricamente operacinematografici.

Let’s Movie
The Board

Peter Valentovic, Direttore
Michela Bregantin, Mezzosoprano
Giorgio Berrugi, Tenore
Giuseppe Verdi – Sinfonie da “La forza del destino”, “Luisa Miller”, “I vespri siciliani”; Arie d’opera da “Il Trovatore,” “Don Carlo”, “Luisa Miller” e “Macbeth”

http://www.haydn.it/italiano/index.html

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