Let’s Movie LXXXIV

Let’s Movie LXXXIV

COSE DELL’ALTRO MONDO
di Francesco Patierno
Italia, 2011, 90’
Martedì 6/Tuesday 6
21:45/9:45 pm
Astra

Fondamentalmente-siamo-sempre-lì Fellows,

Comincio con un’ammissione di colpevolezza, signori e signore della Movie-Giuria. Il Board non era molto attento durante il Let’s Movie di mercoledì… Tuttavia, in sua difesa, portiamo due attenuanti:

  • Board afflitto da un’infezione al canale uditivo destro
  • Board in collera per l’infezione al canale uditivo destro

Afflizione e collera, capirete, non sono due compagne ideali per apprezzare un concerto ― con un’otitte in corso poi… E il caso ha voluto che il concerto non fosse di musica da camera, o di quella musica sperimentale tipo pling (tocco di triangolo) seguito da 5 minuti di silenzio poi pling (tocco di xilofono) seguito da altri 5 minuti di silenzio, e via così fino alla narcosi collettiva. No, il caso ha voluto che il concerto fosse il tripudio di percussioni di un gruppo africano… Se l’Africasound con tamburi battenti e canto a volume elevato sono molto apprezzati in condizione di salute normali, in condizione di salute alterate (speice uditive), diventano alquanto provanti…
Immaginate un orecchio destro tappato. Immaginate il parossismo dei tamburi. Immaginate che il parossismo dei tamburi s’infili in una testa entrando dall’orecchio sinistro e vada a sbattere dritto contro l’orecchio destro, tappato e dolorante. Immaginate che il parossismo non trovi via d’uscita e resti lì a rimbalzare e rimpallare da un angolo all’altro della testa.
Avete immaginato? Ecco, il parossismo dei tamburi era quello dei Marnan, e la testa era quella del Board… 🙁

Ora chiamerò a deporre al banco degli imputati la Honorary Member Mic e la Fellow Milena Miles&More, quest’ultima accompagnata da una Guest di cui ovviamente non ho sentito il nome, pur fingendo il contrario — anche l’Amplifon non può nulla contro l’otite.
Io e la Honorary Member confessiamo di aver lasciato il luogo del delitto prima della fine dello spettacolo: la dinamica “parossismo percussionista nella testa del Board”, e “mal di stomaco nello stomaco dell’Honorary Member Mic” impedivano la giusta attenzione allo spettacolo.
Tutto questo mi ha fatto riflettere su quanto una condizione fisica possa incidere sulla fruizione artistica ― un po’ come il meteo della settimana scorsa. Su quanto la vita (=carne, sangue, otite) possa surclassare l’arte. Sigh… All’università avevo un docente che diceva: “Possiamo incantarci davanti a un quadro e commuoverci sopra una poesia, ma quando hai mal di pancia hai mal di pancia”… Aveva ragione! Bisognerebbe aprire una parentesi sull’uso terapeutico dell’arte…l’arte come antidolorifico (arte Aulin), o come analgesico (arte paracetamolo)…
Ma preferirei aprire un’altra parentesi relativa alla serata di mercoledì, e so che se ne apro troppe, di parentesi, voi pensate immediatamente alle equazioni di terzo grado e vi sconcentrate (ah comunque, sto ancora cercando qualcuno che mi spieghi il teorema di Shannon, quindi, fatevi avanti… ;-))

Nonostante l’acciacco uditivo, non ho potuto fare a meno di notare — e la Mic con me — che il Giardino Santa Chiara era decisamente spopolato mercoledì rispetto alle altre sere. Ora, anche qui non possiamo non valutare le attenuanti del caso (oggi sono molto “tribunale” come attitude, i Moviers Avvocati apprezzeranno…). La fine dell’estate, il back-to-work o lo still-on-holiday, il mercoledì di coppa (ah Big, le cose che mi hai insegnato… :-)), le giornate più corte, il calo delle tempertaure, mettiamoci pure i lavori su Viale Verona e la crisi, via.
Insomma, tolti questi fattori che avranno sottratto X spettatori al Giardino Santa Chiara, perché, mi chiedo e vi chiedo, signori e signore della Movie-Giuria, questo concerto non avrà attirato tanta gente come i precedenti? Ricordate no, nelle settimane scorse, le mie puntualizzazioni sul parterre stipato, la gente pigiata in piedi, ai lati e in fondo… Ricordate no? (Dite “sì”). Allora perché proprio QUESTO concerto, di musica AFRICANA?

Avevo un’ipotesi in testa, fastidiosa, che ho cercato di scacciare prima che si facesse strada… Ho rivolto il quesito in tempo reale alla saggia Mic. Lei mi ha guardato e, dall’alto del suo metro e 78 che invidio, ha oracolato, “La risposta sta nella domanda”.
(Se volete imparare a zittire il Board, contattate pure la Mic, ore pasti..) :-).

Scherzi a parte… Sì, la domanda, in quanto retorica, racchiude già la risposta. La percentuale di disertori a QUESTO concerto, signore e signori della Movie-Giuria, non ha subìto gli effetti negativi dalle attenuanti sopraelencate, quanto le solite vecchie boArdate del pregiudizio. Uno prende il bel depliant degli eventi di Trentoestate, sfoglia, arriva a Marnan, legge “Savana Onlus”, “sviluppo agricolo-sociale in Senegal”… Secondo voi la mente del trentino medio dove corre? Be’, di certo non dove portavano i raffinati elogi di Paolo Fresu sui Gaia Cuatro, né gli entusiasmi per le sonarità Scottish di Tony McManus… La mente corre al Boogy-man, all’uomo nero…
E allora Fellows, siamo fondamentalmente ancora lì. Nonostante la paretcipazione a questi eventi da parte della crème “colta” di trentini. Nonostante il 2 kk. Nonostante la “sensibilizzazione”… Nonostante tutto siamo lì. Avete capito a cosa mi sto riferendo, vero? Alla musica di serie B. Ai cittadini di seconda classe. Alla pelle. E guardate, mi sforzo anche qui di concedere a Trentostile, trentini della crème “colta” e non, il beneficio del dubbio. Faccio uno sforzo. Ma dentro di me l’ipotesi ha preso forma l’istante stesso in cui ho formulato la domanda alla Mic. Sì. Fondamentalmente siamo ancora lì. Fermi davanti all’uomo nero. Fermi davanti all’idea che un concerto di musica africana sia potenzialmente inferiore nell’esecuzione e nella resa rispetto a un concerto di musica bianca, e quindi scartabile. Sta tutto nelle diverse variabili dell’insuccesso (=grado di tollerabilità da parte nostra verso un loro possibile flop) che decidiamo di applicare: con certi gruppi siamo disposti ad accordare una certa variabile (vedi Gaia Cuatro), con altri gruppi, altre (vedi Marnan). E l’assegnazione di queste variabili è determinata da fattori tra cui l’appartenenza a un paese, un’etnia, un colore. Una razza. E quindi sì, fondamentalmente siamo ancora fermi lì, immobilizzati dagli stessi pregiudizi e dallo stesso etno-fondamentalismo che hanno incatenato generazioni e generazioni di “razza-sensibili” (non “razzisti” per carità) dietro political-correctness e Occidentebene. Sempre, etno-fondamentalmente, fermi lì.

Quando io e la Mic ce ne siamo andate, il Giardino si era riempito un po’. Ma erano passanti capitati per caso, non spettatori ritardatari ma consapevoli. E c’è differenza — la premeditazione di un atto e la sua assenza, FANNO la differenza, signore e signori della Movie-Giuria. Pa(rolisi) docet.

Sarà stata l’otite, sarà stata l’elucubrazione sulla variabile dell’insuccesso (la si brevetta?!) e tutti i mumblemumble che mi mumblavano in testa, ma sono tornata a casa molto amareggiata. 🙁

Ora però vi sfilo di dosso le vesti da giurati e vi infilo il grambiule da cine-scolari…. Ebbene sì, Fellows, le vacanze sono finite, basta concerti sotto le stelle, cinema all’aperto… The bell is ringing! 🙂 M(Astrantonio) è tornato da Ibiza-People-From-Ibiza e ha riaperto i battenti! Per testare il suo livello di abbronzatura propongo…

COSE DELL’ALTRO MONDO
di Francesco Patierno

Il film è stato presentato alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia in corso in questi giorni, ma suscita polemiche da un bel po’ di tempo. Pare che il Sindaco di Treviso non abbia gradito l’immagine buzzurra dei nord-estici che viene data, e non abbia concesso l’autorizzazione a girare alcune scene del film in città ― il Fellow trevigiano Giak mi farà un resoconto in proposito il prossimo fine-settimana ;-)…  Visto che noi con le polemiche e le immagini buzzurre ci andiamo a nozze, e visto che questo messaggio domenicale si è aperto sulla questione “razza”, il film di Patierno mi pare quanto mai calzante… In più trattasi di una commedia: l’anno cine-scolastico non poteva partire con drammoni su pedofilia et sim…

Riguardo alla Mostra di Venezia, poteva Let’s Movie non mandare in laguna la sua inviata sto(r)ica, l’Anarco-zumi?? Certo che no… Secondo voci da red carpet pare che George Clooney, vecchia conquista della nostra Anarco-zumi, abbia fatto carte false per entrare in concorso con “Le idi di marzo”, e avere una seconda occasione con la nostra inviata — le voci da red carpet aggiungono anche che si sia fatto tatuare “No Zumi No Party” sulla natica destra… Come sempre, rimaniamo in attesa di conferme o smentite… 🙂

Vi anticipo che MUOIO dalla voglia di vedere “Carnage” di Polansky e “Contagion” di Soderbergh, quindi se per caso dovessero uscire in settimana, vi prego di resistere alla tentazione di andare a vederveli soli soletti, e di aspettare il vostro impazientissimo boardissimo Board… :-

Prima di lasciarvi a scopiazzare i compiti per le vacanze, vorrei ringraziare la Fellow Vanilla. I post con cui rimpinza il nostro skinny-thinny Baby Blog non solo fanno la felicità del Board (e avere un Board felice, credetemi, è meglio per tutti), ma le valgono fior fior di crediti per il conseguimento della Let’s Movie Laurea in Cinemat(t)ografia — molto ivy-league, molto. 😉

Ringrazio anche il Fellow Daniele detto Angst, che dallo Spazio Off ci segue sempre, savant&sauvage… 🙂 (http://www.spaziooff.com/).

La vostra deboArdante Signorina Rottermeier si augura che l’anno cine-scolastico si apra all’insegna della disciplina, soprattutto in ambito “frequenza”, che, ricordiamolo, è obbligatoria — vedasi lo Statuto Let’s Movie, articolo 2/bis.
Per ora eccovi tante-grazie, un affresco trompe-l’oeil (trompe-l’oeil??) raffigurante un riassuntino dormiente nella volta a tutto sesto di sotto, e una quantità imprecisata di saluti, che per questa sera sono fondamentalmente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

COSE DELL’ALTRO MONDO: Libero Golfetto è un piccolo industriale di un paese del Veneto. Per colpa della sua politica, da un giorno all’altro la piccola cittadina si risveglia senza tutti gli extracomunitari che la abitavano e che in essa lavoravano. Il problema è che senza il loro contributo, il paese non va avanti.

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1 Comment

  1. Sarà per la sua simpatia, ma a me piace fare felice the Board ed allora eccomi nuovamente qui.
    CineMATTOgrafia… troppo carina questa elaborazione ;-D
    Beh ora mi allargo e se posso anche scegliere allora punto a quella della Cornell, il suo motto è quello che mi piace di più.
    I would found an institution where any person can find instruction in any study”.
     Ezra Cornell, 1865.
    Preparo la valigia? Ci sarà pure un obbligo di frequenza! 😉

    Vanilla

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