Let’s Movie LXXXV

Let’s Movie LXXXV

IO SONO LI
di Andrea Segre
Italia 2011, 100’
Martedì 13/Tuesday 13
9:00 pm/21:00
Astra
Anteprima nazionale e presenza dell’attore Marco Paolini

Mi-ricordo-montagne-verdi Moviers,

Oggi, pur sconvolgendo l’ordine degli elementi letsmovieani, dico in overture perché m’è tornata in mente la hit di Marcella Bella qua sopra. Le montagne verdi non sono le cose grosse che circondano Trento Centro e che necessiterebbero di un bel carico di tritolo e Bum-Bum-Babum, via, l’orizzonte finalmente sgombro (questo, vi avverto, è il piano a cui il Bum-Bum-Babum Board sta lavorando, e so che un sacco di voi scuotono il capo ora, contrariati…. :-)).
Le montagne verdi mi si sono materializzate in testa dopo aver visto “Cose dell’altro mondo”. E no, il verde non per via della ridente flora silvana (silvana?). Il verde a cui penso è più acrilico, e ha la forma triangolare di quelle pochette che certa gente con ossessioni druidiche-giussaniche si mette nei taschini della giacca in tutte le occasioni tutte…. Avete presente? Questa gente popola soprattutto la pianura padana (il lungo-Po soprattutto)… Ma non si può fare di tutta l’erba/gente padana un fascio…
La Honorary Member Mic, vicentina purosangue, che ha guardato “Cose dell’altro mondo” con me, ha tenuto a precisare, nel lapidario comunicato stampa post-proiezione: “Ma il Veneto no’ s’è miga tuto cossì. ‘Na parte magari, ma miga tuto ciò…Ceste”. In realtà la Mic ha parlato in perfetto italiano e senza erre mestrine, ma la stampa si sa, distorce tutto. (“Ceste” l’ho aggiunto io, per ostentare la padronanza acquisita con l’intercalare veneto :-)).

Comunque sì, il Veneto di “Cose dell’altro mondo” non è il Veneto vero — come la Verona Vero del WG Mat. È una sua esagerazione. È come se Patierno avesse preso il Veneto tutto rattrappito che trovate in qualsiasi confezione di palloncini da party e ci avesse gonfiato dentro. Il risultato è questo grosso palloncione verde lega, ehm, mela, MELA, che vi ballonzola davanti alla faccia per un’oretta e mezza.
Visto comunque che il film poggia su un fatto irreale — la sparizione, da un giorno all’altro, di tutti gli extra comunitari dalla regione — sarebbe forse stata preferibile una rappresentazione più seria, e non solo comico-caricaturaleggiante, dell’universo padano. L’effetto sarebbe stato ancor più impattante. Invece lo spettatore si trova immerso in una dimensione buffa fin dall’inizio, e la sparizione della manodopera extracomunitaria viene percepita più che altro nelle conseguenze buffe che ingenera — non in quelle fattualmente drammatiche. L’uso un po’ più “impegnato” di questa idea fondante (geniale idea fondante), avrebbe contribuito di più alla formulazione di considerazioni postume serie. Di contro si esce dalla sala e si dice “Mmmm sì, carino”, si fa il verso a all’ingombrantissimo personaggione di Mariso Golfetti, si ripetono le battute più esilaranti — e ce ne sono, veh, tipo il “Take the camel and come back to home! Retournez à la maison!” che è il “Tornatevene-a-casa” multilinguistico rivolto da Mariso in tv agli extracomunitari — e si pensa solo superficialmente al “ma se succedesse davvero? Se davvero sparissero tutti?”.

Voi, cari i miei Fellows e/o avvocati del diavolo, potreste dire, per forza Board, è una commedia, che ti aspettavi, Laura Morante che si strappa i capelli al capezzale della madre senza badante?? E c’avreste tutte le ragioni, è una commedia questa… Ma bisogna fare attenzione. Se si sceglie la strada comica, le velleità drammatiche vanno trattate con prudenza, mooolta prudenza. Altrimenti si rischia di mischiare tutto, e di non riuscire in niente — penso alla scena dell’alunno nero che si passa ossessivamente il gessetto sul viso ripetendo ossessivamente “voglio diventare bianco, voglio diventare bianco”… Basta poco, davvero poco. La credibilità è un velo che brucia in un lampo.

Del film mi piace (e tanto anche) l’intuizione di fondo. La sparizione degli extra-comunitari d’improvviso, così, da un giorno all’altro — a me torna in mente “Cecità” di Saramago, sono pazza? (Sì). È un’intuizione che, per amor di verità, non appartiene a Patierno, ma al regista Sergio Arau e al suo film “Un giorno senza messicani”, ambientato in una California improvvisamente priva di immigrati chicani, a cui “Cose dell’altro mondo” è liberamente ispirato (chi procura il dvd?). L’idea di mostrare attraverso la sottrazione è un espediente astuto, che dovrebbe essere praticato più spesso —il “come sarebbe se non…” funziona meglio di qualsiasi drammone sull’immigrazione, persino in chiave comica: ti piazza davanti a una situazione in cui non vorresti mai trovarti, t’incolla lì. E qual è il salvagente dello spettatore? Il salvagente dello spettatore è la certezza che nella realtà tutto questo non si potrà mai realizzare. Che ci saranno sempre nuovi immigrati (i famosi cittadini di seconda classe della settimana scorsa) nuova forzalavoro da sfruttare — i colori della manodopera sono infiniti, dopo tutto… Ecco, minare questa certezza, che porta con sé quella superiorità superomistica che contraddistingue l’italiano medio (e che Mariso Golfetti incarna così bene nel suo quintale di Abatantuoniana ciccia), metterla in discussione, quella superiorità, per far scendere il WASP medio da quell’Olimpo razziale che si è costruito, dovrebbe essere l’intento di un’opera come quella di Patierno.
Purtroppo siamo sconcentrati da altro: Mastandrea che fa morire dal ridere, il ragazzo della Ludovini che, parlando di Olimpo, è praticamente un dio greco (io e la Mic, stecchite davanti a ‘sto po’ po’ di afro-beltade…); e poi Abatantuono che, per quanto sempre bravo, è un po’ Attila-Flaggggello-d’-Ddddio, un po’ Viuuuuulenza (inno ultras che la Fellow ChocoBarbara intona con sapiente maestria :-)), un po’ Mago di Segrate, un po’ Gepy Fuxas (cine-citazione…cercate Fellows, cercate…:-)) e che francamente topogigioneggia un po’ troppo per i miei gusti (e il suo veneto-brianzolo temo non passerebbe l’esame di Lingua Veneta I nemmeno dopo un Erasmus di 9 mesi a Castelfranco).

Insomma per me il film si merita un NI. No per aver sprecato un’intuizione tanto feconda, e sì per aver sfidato le pochette nei taschini, l’amministrazione trevigiana (sorry Fellow Giak, quando ce vò ce vò), i calderoli, ehm calderoni, CALDERONI, di pado-pozioni Panoramix…

Un ringraziamento speciale, e un “Sì, you are the winner!!” alla Fellow Aripi, che, coccola delle coccole, quando mi ha visto, ha alzato le braccia e ha chiesto “Ho vinto? Ho vinto?”. Sì, Movier Aripi, divinità indu di Let’s Movie, questa settimana, insieme al tuo compagno e alla Honorary Member Mic, hai vinto!

E un grazie anche al Fellow D che ha recuperato Let’s Movie il giorno dopo, visto che martedì era impegnato con il Fellow Iak-The-Mate in un allenamento ciclo-podistico in previsione di una gara ciclo-podistica. (Tu Mate puoi rimediare al mancato recupero pagando con del comodo marathon-cash… If you know what I mean… ;-)).

Questa settimana Let’s Movie impone, no, propone (il Personal Coach che ho assunto per incrementare il tasso di democrazia nel mio eloquio, mi sta aiutando, sappiatelo, ma spesso queste marche oligarchiche mi sfuggono ancora).

IO SONO LI
di Andrea Segre

Ma l’imposizione è d’obbligo, Moviers, perché la nostra Anarco-zumi, che ricordiamolo, una ne pensa e 100.000 ne fa, ci ha preparato una sorpresona di quelle… Alla proiezione del film da Mastrantonio ― in anteprima nazionale ― sarà presente l’attore Marco Paolini. Ma volete mancare?!?!??!
Presentato alle Giornate degli Auturi alla Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato accolto con 15 minuti di applausi, il film propone una storia d’immigrazione cinese a Chioggia, e ci permette di rimanere in Veneto, continuando così il discorso iniziato con “Cose dell’altro mondo” ― che sbo*o fioi!, commenterebbero gli amici di Noale Scorzé…. 🙂

(Mi rinchiudo in una mini-parentesi per un commentino alle premiazioni della Mostra del Cinema di Venezia ― niente maxi-digressioni, tirare troppo la corda con la pazienza dei Moviers è rischioso… Dico solo grazie, GRAZIE, ai giurati per aver conferito la Coppa Volpi a Michael Fassbender. Michael “der Gott” Fassbender, il couchsurfer perfetto… Io le mie Moviers  aspettiamo con ansia di vedere “Shame” ;-)).

Questo per quanto riguarda il Let’s Movie ufficiale. Ma prevedo anche di concerdermi/ci un Let’s Movie ufficioso questa settimana, e di andare a vedere “Il primo incarico” di Giorgia Cecere, giovedì 15 alle 9:00 pm al Victor Victoria ― il film è un’opera prima che mi incuriosisce e che conta sulla partecipazione della brava Isabella Ragonese. Sapete com’è, devo rifarmi di un mese e passa di digiuno cinematografico…

A proposito dell’Anarco-zumi… la Mostra del Cinema di Venezia ce l’ha finalmente restituita! Dopo aver stretto amicizia con Filippo Timi (mi ti odio quasi, Zu! :-)) e con nomi grossi che non POSSO rivelare, ci siamo incontrate e abbiamo confabulato un’altra sorpresona per voi Moviers nelle prossime settimane… Eh eh… Il Bocca-cucita Board vi chiede solo di pazientare, e di non andare a vedere “Terraferma”… 😉

All’incontro confabulante mercoledì sera era presente anche la Ciurma di Moviers del Sardinia 2011 con cui s’è festeggiato il Capodanno 2011-2012, nello specifico l’AvvoAbo detto anche il Presidente (che ha promesso di frequentare Let’s Movie perché il cinema in fondo è un non-luogo e la teoria dell’estetica dei tribunali potrebbe essere applicata benissmo anche allo Smelly Multisala Modena), l’AvvoPaolo detto Paul Pequod detto Pa (che ha promesso di frequentare Let’s Movie perché Agota Kasparof merita di essere nominata anche nei minuti che precedono l’inizio di un film e perché il quesito sulle nascite maschio-femmina* non può morire così tra un brindisi di buonanno e dei petrolchimici marshmellows) e il Re di Denari (che ha promesso di frequentare Let’s Movie perché la proliferazione dei sexy-shop a Trento Nord non può passare innoservata così, senza un dibattito sull’estetica dei sexy-shop, e perché non può citarmi fotogrammi da “Tempi moderni” così, come se nulla fosse, senza poi non venire a Let’s Movie)

Ah, una comunicazione di servizio al Fellow Andy-the-Situation-Phelbs. Non credere che il tuo dovere nei confronti di Let’s Movie sia terminato solo perché sei uscito dal mondo CREATENETtiano. Dato che abbiamo una job-vacancy nel varesotto, e guarda caso tu ti trovi d’istanza proprio lì, ti nominiamo ufficialmente Responsabile Let’s Movie della zona trotifera lombarda — comincia pure a inserire i tuoi 4 milioni di contatti in Lisperator. Spero sarai contento della carica prestige di cui ti abbiamo insignito. 🙂

E adesso vogliamo farcelo mancare il riassuntino nel container abbandonato là sotto? Certo che no. E vogliamo farceli mancare i saluti cinematografici? Of course not. Anzi, stasera, Fichi Fellows che non siete altro, i saluti, sono marcellabellamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

*Per la gioa di tutti voi Mendelev Moviers, vi riporto il quesito del nostro Fellow Paolo Pequod che ha attanagliato la Ciurma del Sardinia 2011 per TUTTA la vacanza: “Supponiamo ogni coppia di umani eterosessuali continui ad avere figli sinché nascono maschi e smetta quando nasce la prima femmina. Alla fine, ci saranno più femmine o più maschi?”

IO SONO LI: Ai margini della laguna veneta si pesca come sul Fiume Giallo. A Chioggia ormai si parla il dialetto anche se si è poeti dalmati o lavoranti cinesi, si provano sentimenti, coltivano sogni e si conoscono sconfitte come in ogni angolo della terra. Ma la storia di Shun Li e Bepi è diversa da tutte le altre.

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