Let’s Movie CXVIII

Let’s Movie CXVIII

TUTTI I NOSTRI DESIDERI
di Philippe Lioret
Francia 2012, 120’
Mercoledì 8/Wednesday 8
21:00/9:00 pm
Astra/Mastrantonio’s

 

My/Mai Manolo Moviers,

Io, nella carica di Board, alla presenza di voi, nella carica di Moviers, dichiaro nullo il trattato di non-belligeranza con cui la Let’s Movie Pacific Army riusciva a convivere più o meno pacificamente con lo Smelly Modena, e apro ufficialmente non il televoto ma qualsiasi ostilità si reputi necessaria a vendicare l’affronto subito da Let’s Movie in data 1 maggio 2012.
Ecche mai successe in data 1 maggio 2012, bellicosissimo Board?
Ebbene, in data 1 maggio 2012, lo Smelly Modena, respinse l’ingresso alla Honorary Member Mic, al WG Mat, alla Fellow Giuly Jules e al Fellow Pilo e, temiamo, anche alla Fellow Vaniglia. E, non bastasse quest’oltraggo, il Marrano-Malsano Smelly negò il tavolo delle trattative persino all’Anarcozumi, Generale di Brigata “Trento Film Festival” (non so se vi rendete conto). Orfano dei suoi Moviers fermati da tanta puteolenta viltade (ok, lapidatemi), il lonely Board vide “A Lonely Place to Die” tutto lonely e circondato da un ambiente nemico ― nello specifico, numero tre babbione aspiranti al titolo “La miglior commentatrice dell’anno”. Il Fellow PaPequod si era accaparrato l’ingresso per tempo, ma ahimé partecipò alla visione solo nella parte conclusiva.

Informiamo tutti che i summenzionati Fellows, caduti sotto la scure dello Smelly, riceveranno a breve la Movie-Medaglia al Valore per la tenacia e l’intraprendenza dimostrate sul campo. 🙂

 Definito all’unanimità il Thrillerone del TFF, “A Lonely Place to Die” sembrava poterlo essere. Per i primi 14 minuti. I pezzi del puzzle c’erano tutti. Ambientazione mozzafiato, inquadrature a tutto campo sulle Highlands scozzesi ― noi spettatori plananti come le aquile del Fernet Branca :-). Un gruppo di giovani belli e aitanti e variegati: lo sbroffoncello ma in fondo in fondo simpatico, la climber eroina tutto talento&coraggio, il grande&grosso&fifone, la climber buona buona saggia saggia, e la guida, che sai già farà una brutta fine. Al terzo minuto, caduta schivata per un pfui-pelo che ti fa venire i sudori freddi anche solo a immaginartela, figurarsi vedertela lì. Un buco sotterraneo dal quale proviene una strana voce di bambina… Pure il regista, Julian Gibney, presente in sala, ragazzone da Guinness (non dei primati, if you know what I mean ;-)) al primo viaggio in Italia ― ma zero punti di contatto con Goethe.
I pezzi del puzzle, come vedete, ci sono. Il problema è che Julian, il ragazzone al suo primo thriller, è ingordo. Per la paura di farsi mancare qualcosa, butta nel film tutto. Cadute, rapimenti, criminalità organizzata dell’Est, caccia agli innocenti da parte di cattivonissimi, fucili di precisione e coltellacci da Rambo, corse su e giù pei monti, capitomboli nelle rapide, perdita degli innocenti che cadono come mosche tranne la climber eroina tutto talento&coraggio… Insomma, mancava solo il batterio killer per sterminare l’umanità… 🙁
Mi rendo conto che l’innovazione nel genere thriller sia complicata. Molto è stato inventato e detto. Se devo pensare a un thriller riuscito, io penso a “Il Silenzio degli innocenti”. A “Seven”. Tra i recenti, sicuramente “Shutter Island”. E il meno noto “Funny Games” (in entrambe le versioni, austriaca del 1997 e americana del 2007, entrambe di Michael Haneke, a voi la scelta, ma mettendovi in guardia: it will scare the bloody hell out of you… ;-)).

Sapete, era davvero tanto che non andavo al cinema a vedere un thriller ― da “Shutter Island” in effetti. E in realtà mi è piaciuto guardarlo, trovarmi lì. Con un thriller sul grande schermo gli spettatori perdono la propria individualità e diventano un organismo unico che reagisce, respira/sospira e si muove all’unisono… un po’ come sul Colorado Boat…  🙂 Ed è stato proprio bello quando, al nono minuto, la guida, quella che sapevamo già dall’inizio avrebbe fatto una brutta fine, precipita per una fucilata di metri e ci propone il dessert “cranio aperto a mo’ di noce di cocco e servito su letto di fiume”…. Il trasalimento di noi spettatori ― avete presente, no? L’“Ohhh” collettivo ― deve aver fatto gongolare di soddisfazione il ragazzone scozzese… Proprio per questo ― per la compartecipazione che si viene a creare ― cercherò di proporre più thriller, promesso… 😉

Poi, vi dicevo, il quindicesimo minuto è stato fatale… È cominciata la carrellata dei cliché… E soprattutto l’implausibilità (ma si dice??) del tessuto, delle scene. A cominciare dal volo che tocca all’eroina…Un volo talmente volo, con rimbalzo e contro-rimbalzo plurimo tra le fresche frasche e tuffo finale nel torrente “River Wild” (piccolo il mondo eh), che credere alla di lei incolumità a fine caduta risulta davvero difficile… Fate conto che mentre lei vola, il nostro compito è quello di spuntare dalla lista tutte le fratture che colleziona on the way: “Ulna, perone, scapola, tibia, radio…mmm, sì, quello era proprio il radio…”. E invece di finire in pasto ai salmoni del torrente, la nostra eroina riemerge dalle acque come un’Ursula Andress in terra d’Albione con giusto giusto qualche abrasione qua e là, un micro taglio sulla fronte, e un’impercettibile tremarella (in fondo l’acqua cosa sarà stata, 4 gradi?).
Va bene tutto eh, ma un volo di 80 metri, con schiocco sonoro di tarsi contro fresche frasche, e tu mi fai la Ursula??  Mmm… Mmm… A dire il vero l’invulnerabilità risulta essere un tratto distintivo dei personaggi che agiscono nel genere thriller… Ma dovrebbe esserci un limite. Cioè, una caduta così e subito dopo Ursula Andress  tutta-salute non può proprio essere… O la caduta è più breve, meno sensazionalista, o Ursula mi si deve spaccare qualcosa… Per amor di verosimiglianza, se non altro… Ma anche qui, il sensazionalismo è cuBo-e-camicia con il genere, quindi non posso questionare più di tanto… 🙁

Ah, parlando di cadute… Ricordate che un paio di settimane fa Let’s Movie sequestrò tutti i ciclomotori ai Fellows centauri per il timore di qualche incidente… Ecco, parimenti (parimenti??), Let’s Movie vieta a tutti i Moviers scalatori/appassionati di montagna― e parecchi ne contiamo ― di praticare del climbing (rock, free et al.), del trekking, dell’hiking, del walking (mountain, hill, nord, et al.), dello scrambling (che, apprendo, non c’entra nulla con le uova strapazzate), del rafting, del waterfalling e pure del picknicking (l’orrore del picknicking…). Saranno requisite tutte le attrezzature necessarie a svolgere queste attività, in modo che i Fellows non cadano in tentazione…
Perché vedete, My/MAI Manolo Moviers, la montagna nasconde delle insidie insidiosissime!  🙁 Voi non lo sospettate, ma dietro ogni stella alpina si nasconde un volo come quello della nostra Ursula, con la differenza che noi saremo davvero diventati la cena dei salmoni del river wild… Voi capirete che non posso permettervi di rischiare le vostre vite così… Pertanto sappiate che d’ora in poi “Manolo” potrà essere solo Blahnik per voi, e che ho ordinato online, pattino, racchettoni, flip-flop e una sana, tranquilla estate al mare per tutti ― boicottando i siti di vendita ramponi, moschettoni, scarponi, gommoni…
…E fu così che il Board venne espulso dal Trentino per istigazione alla balneazione e offesa a pubblico crinale…

Prima di passare al Uh-uh-film della settimana, vi somministro qualche Pillola, anzi Zigulì di TFF 🙂

Dovete sapere che l’Anarcozumi non solo è sopravvissuta, ma se l’è cavata egregiamente rimbalzando da da un evento all’altro per dieci giorni ― ora il livello di anarco-rimbambimento è alto, ma si rimetterà, ne siamo certi. 🙂 Il Fellow Pa è ufficialmente il Camoscio d’Oro del TFF (nessun riferimento caseario, of course) per la capacità di saltabeccare da sala a sala e per l’assiduità con cui ha presenziato alle proiezioni ― ogni tanto incrociando il Board, molto più disorientato ma parimenti (ddaje) entusiasta di cine-abbuffarsi.

Vi consigliamo caldamente la visione di “King Curling” film norvegese che secondo me rappresenta la nuova frontiera del demenziale d’essai: una Norvegia surreale con raffinatissime tinte candy-shop, personaggi irresistibili e comicità ai confini dello spiegabile ― faticheremo a dimenticarlo.

Vi consigliamo anche il vincitore del Festival, “Vivan las Antipodas!” di Victor Kossakowski,  un documentario finalmente originale e di rara qualità: il livello di nitore estetico delle scene, la genialità di passare da un antipodo all’altro del globo in un gioco di rovesci di camera e sovrapposizione/sfioramento delle immagini, gli hanno valso la vittoria.

Vi Sconsigliamo caldamente i documentari sulla storia della macchina Dacia in Romania (a meno che non abbiate qualcuno a cui far scontareun torto subìto, allora sì, “My Beautiful Dacia” è perfetto), sul Kurdistan iracheno visto con gli occhi di Sokurov (devo aggiungere altro a “Kurdistan iracheno” e “Sokurov”? Mi pare di no…). E pure il Johnnie To di “Romancing in Thin Air”: io e la Honarary Member Mic abbiamo predetto il finale suppergiù al terzo minuto, e passato il resto del film a demolirlo a suon di buegrasse risate come ogni tanto ci piace fare…Eh eh… 🙂  Aspettiamo con ansia spiegazioni dal WG Mat sulla svolta pink del regista guru del noir…

Margherita Hack, la solita matta(trice) di sempre, alla domanda “cosa avrebbe voglia di fare ora”, risponde “andare a sonare li campanelli per dispetto come quando llll’ero giovane”…
Mauro Corona, Giano bifronte bislacco e bizzarro, vanesio e autolesionista, sboccato e colto, parlando dell’umiltà e  del masochismo dei grandi, ha proposto una citazione di Beckett, che mi sono segnata per noi/voi. “Avrei potuto fallire meglio”. Monumento a Beckett, subito.

Spero che queste Zigulì di TFF vi siano piaciute (come quell vere), e che abbiano reso un po’ l’idea di quanto sia stato tutti-frutti questo TrentoFilmFestival… Ancora grazie Zu! 🙂

Questa settimana si torna da Menomale Mastrantonio con un’anteprima nazionale

TUTTI I NOSTRI DESIDERI
di Philippe Lioret

A tre anni di distanza del bellissimo “Welcome”, Lioret esce con questo nuovo film che è stato presentato alle Giornate degli Autori all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Non so quasi nulla del film ― aspetto di vederlo. Ma per me Philippe Lioret, dopo tutto quello che “Welcome” ha saputo dirmi, è una garanzia.

Naturalmente aspetto di vederlo CON voi… 🙂

Okay, as usual, ho tirato tardi… Tranquilli tranquilli, non vi faccio perdere altro tempo. Guardate, il riassunto è già lì sotto l’ombrellone, e se scrutate bene l’orizzonte, riuscirete a scorgere anche un Movie Maelstrom… Lo vedete? Nooo? Come no? Be’, ma allora mi siete un po’ Myopia Moviers eh… 🙂 🙂

Grazie, Fellows eh, sempre…e saluti Fellows eh, stasera, balnearmente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard

 Settimana di premiazioni, questa… Let’s get the party started: i nostri cari Bruder Tavianen, vincitori a Berlino lo scorso novembre, ritornano di diritto Fratelli d’Italia Taviani essendosi aggiudicati, venerdì, cinque David di Donatello, tra cui quelli per miglior regia e miglior film con “Cesare deve morire” ― Let’s Movie CXI. Sul palco parevano due pischelli ― uno dei due (vai a sapere chi è Paolo e chi è Vittorio) con addosso gli occhiali arancio del Bono Vox di “Zooropa”…. Che stile… 😉

TUTTI I NOSTRI DESIDERI: il film è liberamente ispirato al romanzo “Vite che non sono la mia” di Emmanuel Carrère (pubblicato da Einaudi). Claire è un giovane magistrato di Lione: un giorno davanti a lei, in tribunale, compare la madre di una compagna di classe di sua figlia, “strozzata” dal sovraindebitamento. Decide allora di coinvolgere Stéphane, giudice esperto e disincantato ma sensibile al problema, nella sua battaglia contro le derive del credito al consumo. Tra lei e Stéphane nasce qualcosa: il desiderio di cambiare le cose e un legame profondo, ma soprattutto l’urgenza di vivere questi sentimenti.

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1 Comment

  1. Candies Crush Soft drink Saga Tromperie fonctionne particulièrement bien sur Glass windows et y compris Mac ain Linux.

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