Let’s Movie CXXII

Let’s Movie CXXII

QUIJOTE
di Mimmo Paladino
Italia 2012, 75′
Mercoledì 30/Wednesday 30
21:00/9:00 pm
Astra/Mastrantonio’s
In sala: l’attore Alessandro Bergonzoni 🙂

 

Magia-magia Moviers,

Mandrache Mastrantonio si è frugato nel cine-cilindro e se n’è uscito con un evento surprise-surprise a cui noi non possiamo proprio rimanere indifferenti.

Mercoledì, alle ore 21:00/9:00 pm, il nostro mago ci propone “Quijote”, opera d’arte in forma di cinema realizzata da uno dei maggiori artisti della Transavanguardia italiana, nonché genio idolatrato dal Board ― Mimmo Paladino.

E non solo il Mastro è riuscito ad accaparrarsi una pellicola che sarà stata realizzata tipo in quattro copie (di cui una sotto il tavolo zoppo di casa Paladino e l’altra al sicuro nella cassaforte della storia dell’arte universale), ma farà comparire in sala uno degli attori che ci hanno recitato, Alessandro Bergonzoni!!

Quindi, per ragioni puramente maggggiche, “Cosmopolis” slitta a data da destinarsi e viene rimpiazzato da questo numero unico proiezione+regista. Ta dan!! 🙂

Allora, dato che l’evento è più unico che raro ― mai mi sarei aspettata che “Quijote” raggiungesse, un dì di maggio, Trentoville ― vi esorto a prenotare chiamando lo 0461-829002 per non cadere vittime della ghigliottina sold-out, che tante Movier-teste ha fatto rotolare in passato… 🙁

Come sapete la parola d’ordine, anzi magica, da recitare al telefono è “Mastrantonio” ― così il nostro Mandrache ci mette tutti vicini vicini micini…. 😉

Fellows, io non sto nella pelle… Cioè, “Quijote” di Mimmo Paladino a Trentoville…È proprio vero che a volte la realtà supera la circoscrizione…

Vi aspetto tuttissimi…E se avete qualche dubbio, vi chiedo, ma quando mai vi ricapita di trovare l’arte sciolta in cinema??

Trust Your Sim-Sala-Bim-Board… 😉

Let’s Movie
The Board

QUIJOTE: La trama del film non si discosta troppo dalla storia di Cervantes: un “hidalgo” (ovvero un signorotto) spagnolo, Don Chisciotte De la Mancha, e il suo fido assistente Sancho Panza, in un road-movie ante-litteram alla ricerca di nemici e di loro stessi, raccontano ciò che incontrano sulla loro strada e filtrano la realtà attraverso la loro cultura. Il tutto in una messa in scena molto tetrale, dove la fedele ricostruzione storica è totalmente tralasciata a favore di una ricerca dell’ immagine e dell’ interiorità.

Presentato all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Con Peppe Servillo, Lucio Dalla, Alessandor Bergonzoni, Edoardo Sanguineti.

Magnitudo/Magnitodos Moviers,

Questa cosa del terremoto mi scuote parecchio — sì, ho fatto la battuta. Tu sei lì circondato dalle tue belle cosine, l’appartamentino con il riscaldamento termoautonomo, la lavastoviglie se sei fortunato. I tulipani in un vaso, se sei fortunato. La macchina posteggiata sottocasa, con entrambi gli orecchi, sempre se sei fortunato. Tutto molto amodino, molto Legoland. Poi suddenly, from the heart of the earth, there comes the shock… E vedete un po’ l’inglese, che razza di bella lingua. Per noi lo shock è il trauma, la doccia fredda del panico. Per gli inglesi lo “shock” è la scossa — elettrica, o appunto, terremotica… Subisci quest’onda d’urto che ti risale le gambe puntando dritta al cervello dove rimarrà anche quando nelle gambe sarà tornata la calma. In un certo senso, per me, il terremoto di sabato scorso, è ancora lì, a seminare il panico nell’area di Broca, gli omini di Legoland in un fuggi fuggi generale…

È un po’ come essere posseduti, una scossa sismica, no? Io ci penso.

Passando a qualcosa di meno destruens e deciasamente più costruens….Fellows, diamo il benvenuto in Lez Muvi a Francesca, d’ora innanzi Fellow Frannie Back Home, perché dopo un esilio poco dorato in terra Busa Bel-Air, è tornata al Trent-ovil(l)e, e ha richiesto, DI SUA SPONTANEA VOLONTÀ, di poter firmare il modulo “Join Let’s Movie” ― che ricordiamo non contempla il diritto di recesso né annullamento. Io sono rimasta stupita quanto voi, ma ho passato subitissimamente la penna per la firma, sfregandomi le mani soddisfatta… One more Movier caught…eh eh…  🙂

Martedì si prospettava un Let’s Movie oh-so-quiet oh-so-still, come cantava sopraffina Bjorg dentro un film sopraffino. Arrivo per una volta con un largo anticipo di sei minuti da Mastrantonio, e fuori sulle cine-panchine mastrantoniane (sì, Mastrantonio offre pure delle cine-panchine) trovo ― in uno splendido trench sabbia incredibilmente in linea con l’ambientazione del film ― la Fellow Vaniglia in posizione relax post-arrivo pre-film. Poi il sorriso della Fellow Vaniglia seduta su una panchina mastrantoniana in un trench sabbia prima di un Let’s Movie è stato battuto 12.000.000 di Euro da Christie’s. E noi di Let’s Movie ce l’abbiamo agratis…Cioè. 😉

Mentre sono al bancone che discorro amabilmente con Mastrantonio&Milady Mastrantonio, sul film che si stava per vedere e sul pacco-contropacco che Lioret ha tirato ― pure con il contropaccotto ― al Board dieci giorni prima, mi spunta sulla destra l’altissimo, purissimo, lunghissimo Fellow Chris detto Fellow Truly Done, per via di un cognome che gli permette di portarsi appresso la coolness anywhere. 😉

 Let me remind you, Chris, that the adjective “done” ― from Middle English don, from Old English dōn, akin to Old High German tuon “to do” ― currently means “cōol-oh-so-cōol” in Letsmuvian language (Merriam-Webster Dictionary implemented by the Board). 🙂

Dovete sapere che nelle fila di Fellows (di fila) militano un numero imprecisato e transfinito di Moviers stranieri. Let’s Movie porta avanti la missione d’internazionalizzazione attraverso dipartimenti esteri sparsi per la qualunque, e accanto a questi abbiamo dei rappresentanti in loco, come il nostro Fellow Truly Done, direttamente da Manchester, Greater Manchester, United Kingdom of Great Britain, God Save the Queen ma anche no, amen. Ora, vogliamo apprezzare all together lo sforzo di un English-speaking Movier che si guarda un film d’autore in lingua straniera e senza il becco d’un sottotitolo?! Chris, you are truly ― madly, deeply ― “done”. 🙂

“Il primo uomo” è cashmere. Raffinato, duraturo, di pregio. E questo un po’ me l’aspettavo. Amelio è uno dei cineasti più “puri” che abbiamo in Italia ― puro nel senso che rimane fedele alla sua agenda creativa: cesella sempre opere in cui è in grado di unire un grande rigore formale a una grande umanità (ricordo a questo proposito “Lamerica” e anche “Le chiavi di casa”, film struggente con uno strepitoso Kim Rossi Stuart. Check it out, please).

Come vi dicevo domenica scorsa, temevo un po’ “Il primo uomo”. La trasposizione cinematografica della trasposizione di un personaggio letterario è un procedimento con alto potenziale “catastrofe” sia in termini di intento che di effettiva riuscita. Amelio ― e francamente non so come sia riuscito ― è stato in grado di tracciarsi un percorso interpretativo all’interno del romanzo di Camus. L’ha letto in modo personale, e con “personale” mi riferisco sia allo sguardo tutto suo con cui ha guardato alle vicende del testo e alla cernita che ne ha fatto per il film, sia al “personale” di se stesso medesimo, Gianni Amelio. Il protagonista del romanzo, lo scrittore Jacques Cormery, non è solo l’alter ego di Albert Camus, ma anche una figura con cui Amelio si identifica. In un’intervista rilasciata dopo l’uscita del film, Amelio ha proprio ammesso che nell’Algeri degli anni ’20 ha ritrovato le tracce della sua Calabria degli anni ’50. E questo vale anche per le figure (assenti) del padre e delle due presenze (molto presenti) della madre e della nonna, nonché del maestro elementare, che ha permesso al trio, Jacques-Albert-Gianni, di continuare gli studi. Ed è proprio questa stratificazione che porta il film a un profondissimo livello di profondità ― se guardate con attenzione alla locandina del film, troverete, sopra il titolo, l’accostamento dei due nomi “Amelio / Camus” che possiamo considerare un riconoscimento/tributo del regista alla vicinanza con lo scrittore francese.

“Il primo uomo” però non è (solo) un ritorno alle origini vissuto dal protagonista/scrittore/regista quando torna nella natia Algeri nel 1957. I ricordi di lui bambino che affiorano e si mescolano al presente, le immagini della madre (amatissima) e della nonna (cerberissima), l’infanzia e le tribolazioni di un’infanzia povera vissuta in un paese povero, tutto questo c’è, forte e chiaro e bello ― bello nel modo in cui Amelio sa trasformare una scena in un piccolo quadro a sé, con un’atmosfera tutta sua, ordinata, pulita, eppure estremente umana, come si diceva prima… Le strade cotte dal sole e gli interni casalinghi e gli occhi rugosi di una vecchia raccontano la storia più delle parole. Tutto questo, dicevamo, c’è. Ma c’è anche, e soprattutto, la politica. “Il primo uomo” investiga la prospettiva camusiana sulla questione coloniale magrebina e lo scontro tra il governo francese e il Front de Libération Nationale che sosteneva l’indipendenza dell’Algeria dalla Francia (anche) attraverso atti terroristici. Il film mostra e dimostra come il colonialismo, violentando la libertà di un territorio, sia da considerarsi un atto distruttivo tout court. Tuttavia Camus aveva preso le distanze dai modi terroristi adottatti dagli indipendentisti algerini, e questo è espresso chiaramente nelle parole di Jacques ― parole che utilizzò Camus per se stesso ― “Mia madre nella sua vita ha sofferto quanto voi. E sento che lei non ha nessuna colpa, come non ce l’avete voi. Se qualcuno nella sua insensatezza usa dei mezzi che possano colpire mia madre, io considero questa cosa talmente ingiusta che sono contro di vi e sarò vostro nemico”.

Il bello del film è che mostra anche l’atra parte. Quella che supporta le ragioni degli indipendentisti, ben rappresentata dalla figura del maestro, dalla cui bocca escono un paio di “cosucce” pregne che mi sono appuntata e che vi riporto, senza commentare, giacché parlano da sole.

“È la violenza del colonialismo che giustifica la violenza della ribellione”. E sentite questa, “Si può stare dalla parte dei barbari”. Se stare o no, non so, ma certo li si possono capire… Think about it, Moviers…I will…

Ciò non toglie che il film si apra con uno statement molto preciso dello scrittore Cormery che può essere letto come una vera e propria dichiarazione di poetica dello scrittore Camus. “Il dovere di uno scrittore non è quello di schierarsi dalla parte di quelli che fanno la storia, ma di aiutare quelli che la subiscono”. E credo che non ci sia altro da aggiungere su questo.

Consiglio “Il primo uomo” alle persone che del cashmere apprezzano la ricercatezza, l’esclusività e la durevolezza nel tempo. 😉

E finalmente, canticchiando insieme a Claus “Santa Cannes is coming to town”, eccoci con il primo film presentato al Festival che arriva in città

COSMOPOLIS
di David Croeneberg

 

Tratto dall’omonimo romanzo di quel genio un po’ murgugno di Don Delillo, il film ha suscitato pareri molto contrastanti sia sulla Croisette che nelle sale. Noi Moviers abbiamo il dovere di toccare con mano, come dicevano una volta le televendite. Inoltre la Fellow Giuly Jules mostra dell’ammirazione nei confronti del partito Pro-Pattinson ― ammirazione puramente politica, che andate mai a pensare… Quindi ci cucchiamo tutti “Cosmopolis” senza fare strorie, da bravini bravini…

Prima di passare&chiudere ci tengo a ricordarvi che questa settimana ― da giovedì 31 maggio a domenica 3 giugno per la precisione ― si apre la settima edizione del Festival dell’Economia! (www.festivaleconomia.it ). Come ogni anno Let’s Movie sostiene e promuove e apprezza e premia e patrocina il festival e soprattutto il lavoro svolto dalla nostra Fellow Fausta, l’Irrequieta 1, all’interno dell’Ufficio Stampa!

Vedete Moviers, io ho la fortuna di avere intorno donne straordinarie…Una di queste è lei, Fausta, testa e gambe micidiali. Un esempio? Studia di notte per prendere la seconda laurea in storia dell’arte e qualche anno fa circumnavigò l’Elba a nuoto… Se non è essere straordinari questo… 🙂

Brava la mia Irrequieta 1! (Guess who is the 2…).

E magari il Board se avrà tempo&voglia, farà un salto da Mastrantonio anche giovedì 31 a vedere “Le quattro volte” di Michelangelo Frammartino, alle 9 pm, film proposto nella sezione “Cinema” del Festival… 🙂

Un’ultimissima news fresca fresca di Croisette…

“Michal Haneke è il vincitore del  Festival di Cannes 2012, il suo Amore’ è stato premiato con la Palma d’oro di miglior film dell’edizione numero 65 della rassegna cinematografica francese. Ma c’è anche un pezzo d’Italia sulla Croisette: Matteo Garrone con il suo ‘Reality‘ ha vinto infatti il Grand Prix de la Jurie, Gran Premio della Giuria”.

Grande Haneke ― che vi ho citato circa 18 volte… ― e soprattutto grande Garrone!! L’anno scorso palma d’oro per “Gomorra” e quest’anno Grand Prix de la Jurie… Ma chi sei?!?! 🙂

Attendiamo che l’Import-Export Mastro c’importi  i film… 😉

Ora vi lascio (davvero) in preda ai flutti del Movie-Maelstrom (vi prego dateci un occhiata), vi segnalo il solito riassuntino, al sicuro in una gabbia antisismica la-bas, ringrazio sempre i vostri occhi&orecchi che mi seguono, e vi mando dei saluti che stasera sono telluricamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard

Premessa. Voi sapete che il Board rifugge la cheesiness (=melassa) come la peste (di Camus e non). Ma non confondiamo cheesiness con sweetness, please, che il Board l’adora, e può essere, lui medesimo, the sweetest guy ever… 🙂

Un/a (gender privacy) Fellow smart-super-smart ci ha segnalato un video su Youtube che vi farà ridere e forse un po’ commuovere… http://www.youtube.com/watch?v=5_v7QrIW0zY  Se siete dei Moviers in procinto di chiedere la mano della vostra future Movier-moglie, guardate un po’ cosa s’è inventato ‘sto ragazzo, e prendete spunto…E ricordate… Impress is the way to success (e su questa stampo il marchio ® del Board). 🙂

COSMOPOLIS: New York è una città in subbuglio, l’era del capitalismo si avvicina alla conclusione. Eric Packer, un “golden boy” dell’alta finanza, entra in una limousine bianca. Mentre la visita del presidente degli Stati Uniti paralizza Manhattan, Eric Packer ha un’unica ossessione: farsi tagliare i capelli dal suo barbiere, che si trova dall’altra parte della città. Durante la giornata, il caos esplode e Packer osserva impotente il crollo del suo impero. Inoltre, è sicuro che qualcuno voglia assassinarlo. Quando? Dove? Saranno le 24 ore più importanti della sua vita.

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