Let’s Movie CXXXII

Let’s Movie CXXXII

BED TIME
di Jaume Balagueró
Spagna 2012, 102’
Martedì/Tuesday 14
22:00/10 pm
Multisala Modena/Smelly Modena

Fifissima Fellows,

Rieccoci sbarcati a Trentoville dopo aver fatto rotta sulle Cicladi!!! Le Tes Tine hanno esplorato fondali, scalato vette, preso vulcani, spazzolato vassoi (ecco, quello magari più gli altri che io), confermato che Zeus non aveva preso in affitto nessun caveau alle pendici del monte Zas (Lonely Planet già denunciata), compianto le posizioni scomode dei Kouroy ― statue di ragazzoni franati con la testa all’ingiù e lasciati un po’ alla mercé(des) del turista ― viaggiato in macchina/scooter/veliero/bus, visitato rovine, santuari, pronto soccorsi… Non ci si è fatto mancare nulla! 🙂

In merito ai tre obbiettivi che ci eravamo prefissati:

  • “rispondere al quesito “chi affogherà per prima chi?””.

Ora, dato che io sono incontrovertibilmente il Board (solo il Board usa “incontrovertibilmente” :-)) e vi sto scrivendo, secondo voi, chi ha affogato chi??? Scherzo, ovviamente. 🙂 Al nostro Sergente Fed FFF va in realtà tutta la nostra ammirazione: ha avuto a che fare con delle questioni di matematica renale non da poco…Diciamo che, da bravo ingegnere qual è, i calcoli gli sono riusciti proprio bene… Sconfiggendo il momento di massima crisi e riuscendo a imbarcarsi per l’ultima isola in programma, il Sergente Ammiraglio ha dimostrato grande tempra e reattività al pain-killing. E diciamo anche che la dea fortuna l’ha assistito limitando il pain a un solo giorno ― un po’ di kouros non guasta mai! 🙂
E dall’ultima isola giungono notizie più che confortanti sullo stato di salute e sulla missione “exploringreece”… Ebbbbbrave le mie Tes Tine! 😉

  • “fare la piramide umana con Board per vertice e due Tes Tine da definirsi per basi nelle cicladiche acque”.

Questo obbiettivo, ahimé, non è stato raggiunto non per mancanza di volontà ma per una banale questione di dimenticanza ― l’ultimo giorno utile il Board esclamò: “Nooooo, non abbiamo fatto la piramide!!”. Le Tes Tine hanno scosso il capo e lasciato l’architettura agli antichi egizi ― che coi greci non ci azzeccavano tanto.

  • “andare in cine-pellegrinaggio nei luoghi in cui dove è stato girato il capolavoro “Le Grand Bleu”, sull’isola di Amorgos”.

E questo obbiettivo è stato raggiunto alla grande! 🙂 Ci vuole un po’ per arrivare al relitto che nel film viene perlustrato dal protagonista Enzo (Jean Reno). Come ogni luogo in Grecia (sia esso spiaggia, santuario o ragazzone franato che si rispetti) va conquistato a suon di climbing fra i rovi e/o mirto e/o rocce e/o whatever. Ma una volta che siete lì, davanti a questo povero rottame arenato che oscilla tenero sotto i vostri occhi cerbiatti, be’, non potete fare a meno di sdilinquirvi interlinguisticamente in espressioni di meraviglia wunderbar-maquifique-awesome… La nave evoca anche una strana tristezza… Sarà stata l’ora del tramonto, o il luogo pressoché deserto, ma è stato un po’ come vedere un corpo ferito e rassegnato al suo destino d’immobilità…
Dopo un milione e mezzo di fotografie ce ne siamo andati, con una strana malinconia…che non è durata a lungo, tranquilli… Il tormentone di questo viaggio, il ritornello di “Bingo Bango Bongo”, intonato dal Board e seguito in coro dalle Tes Tine, è uno scaccia-tristezza che consigliamo a tutti http://italiasempre.com/verita/bongobongo1.htm (Tes Tine, visto che esiste!?! Anche se l’originale, in inglese ― bellissimo! ― è questo http://www.youtube.com/watch?v=-MTGDncw5fo).

Ecco, quando siete happy, cantatevi il refrain e l’happiness raddoppia, garantito. 😉

La Grecia è una terra in cui puoi muoverti fra un mare scandalosamente baby-blue/deep-blue/sky-blue e tutte le gradazioni di blu che potete nominare; fra caverne turchine, stelle marine rossissime (che NON ho ucciso, Sergente, ho solo prelevato, fotografato e riportato a posto! :-)); fra rovine, erbe aromatiche di cui non sapresti nemmeno il nome ma che fanno dell’aria un cibo ghiotto da gustare a pieni polmoni; fra cave di marmo impressionanti, panifici millenari, vecchine senza tempo dentro vicoli bianchissimi; kòre (=centro-storico di un paese) fuori dalla storia, o profondamente dentro la storia; porte mai viste così belle, e sedie mai viste così capolavori.
C’è anche il touristy tresh, intendiamoci; il romano supercafone e il brianzolo supercummenda… Ma basta infilare il mare e dei cafoni e dei cummenda, who cares??

Ringrazio le Tes Tine di Kazo ― il WG Mat in primis, senza la cui diplomazia/pazienza/clemenza tutto questo non  avrebbe mai potuto essere, il Sergente Fed FFF con cui s’è amabilmente battagliato ma sempre nel rispetto degli accordi di Ginevra 😉 e Fra(n), che s’è goduto la vacanza nell’abbinamento cibo&riposo ― così mi si dice siano le vere vacanze, non nell’abbinamento boardiano-malsano del biathlon nuoto&corsa. Li ringrazio anche perché non è facile sopportare il Board, e soprattutto l’abbinamento boardiano-malsano del biathlon. 🙁 Ringrazio anche Kgely, amica del WG Mat che si è unita alla truppa per un paio di giorni ― fantastica greca doc con un look bohémienne e irresistibile sense of humour che spero di ritrovare prima o poi. 🙂

Ah, un’ultima curiosità… Abbiamo scovato, sull’isola di Naxos, un Cinema Astra ― testimonianza fotografica a disposizione su richiesta. Questo ve la dice lunghissima sulla modestia di Mastrantonio, che si sta espandendo attraverso una rete di succursali all’estero, ma che preferisce attenersi alla politica del low-profile e tenere il disegno espansionistico sotto silenzio. Che tattica. Non stupitevi se un giorno, passando davanti a un’edicola, il volto del  Mastro vi sorriderà dalle copertine del Time… 😉

Ma dove eravamo rimasti? Ah sì, i Taberna Vinaria, due settimane fa… Giusto due paroline, e il ringraziamento al Sergente con cui avevamo visto il concerto. Li ho apprezzati, i Taberna, avevano un repertorio assai ricco, per quanto l’uso della cornamusa rendesse la loro musica un po’ troppo scozzeggiante… All’inizio ti prende, non c’è dubbio, ma alla lunga tende a stufare un po’… Non fraintendetemi: se con la taranta partiva la gamba, qui si veniva colti dalla voglia di scatenarsi in un Ceilidh molto stile Highlands. E in effetti c’erano un gruppo di ragazze (che col Sergente abbiamo sospettato trattarsi di groupies portate dai Taberna…) si sono messe a ballare davanti al palco e al raro pubblico ― i numerosi trentini-soldatini-bravini degli altri due concerti devono essersi lasciati spaventare dal tempo un po’ incerto… Quindi l’atmosfera era meno militarizzata, e per un’oretta e un quarto siamo diventati tutti un po’ Michael Collins un po’ Enya…

Il pezzo che più mi è rimasto impresso però, e che non lascio sfuggire dalla memoria, è stata la rilettura che i Taberna hanno dato dei Carmina Burana di Carl Orff. Non riesco a trovarla in rete, ma vi lascio comunque i Carmina, il cui riascolto trovo sempre corroborante… http://www.youtube.com/watch?v=MM0ycay0crg

Diciamo sempre quanto sia difficile l’estate dal punto di vista cinematografico, tra chiusure sale e programmazioni misere(re). Ma questa settimana il ritorno di Let’s Movie coincide con l’uscita nelle sale di un thriller-horror d’autore di cui gli ambienti cinéphile del genere parlano molto molto bene. È quindi con grande gioia, e soprattutto con grandissima strizza, che proponiamo

BED TIME
di Jaume Balagueró

 

Chiudete un occhio (anzi il naso) per lo smell, ma davvero ac-correte numerosi…Questo è uno di quei film da suspance, creeps, soprassalti sulla poltrona e mani a forbice sopra gli occhi. Non lasciate il Board da solo, vi pregovipregoviprego… Rischio di trascinare in sala il primo sconosciuto a portata di mano e di aggrapparmici tipo koala per tutta la durata del film. Risparmiate questo destino a ‘sto povero sconosciuto. 🙁

Dunque, mi sembra di essere stata snellissima oggi, di non essermi dilungata troppo in inutili dettagli, tipo, lo strano caso del gatto che prese la valigia del Board per letto e uscì dall’armadio della camera di Santorini facendo morire il Board di crepacuore, oppure i paguri che pescai un giorno nel paradiso marino di Thirassia e che mi fecero regredire a uno stato infantile meglio di qualsiasi ipnosi, oppure la mia assoluta avversione nei confronti della lingua greca, che fece penare non poco il grecista WG Mat(teikos), e che mi ha costretto all’uso dell’inglese tutto il tempo ― l’ultimo giorno ho azzardato un timido “Parakalò” (=prego), in un negozio, e la commessa ha commentato incoraggiante “Good! You are starting to learn”. Avevo l’aereo di lì a poche ore 🙁 ― oppure il vecchino che incontrai dopo il biathlon, un mattino presto, e che mi chiese di recitargli dei versi della Divina Commedia, perché quella per lui era “music”, oppure… Va be’, gli inutili dettagli ve li racconto di persona, eh, che è meglio…

È bello ritrovarvi, my August Moviers, mi siete mancati! Ringraziandovi sempre, vi lascio un Movie-Maelstrom ricco-ricco-mi-ci-ficco, mentre il riassuntino è in quella baietta laggiù, in cui vi consiglio d’immergervi con pinne e maschera, e questa sera i saluti che vi porgo sono eucaristicamente-perché-eucaristò-vuol-dire-grazie-visto-Mat-l’ho-imparato-finalmente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Ricordate che il Fellow Fiiiii era stato in visita a Trentoville una decina di giorni fa? Ricordate che era andato a vedere “Biancaneve e il Cacciatore”, insieme alla Fellow Lovli Reicel e alla Fellow Marie Thérèse l’Impératrice, affrontando, da temerari, lo smell dello Smelly?

Be’, se non lo ricordavate, ora lo ricordate. 🙂

Vi faccio un cut&paste di quelli king-size per darvi modo di vedere che recensione da oro olimpico ci ha scritto sopra…

“Partirei con una premessa. Andando a vedere “Biancaneve e il cacciatore” sapevamo perfettamente di stare andando a vedere “Biancaneve e il cacciatore”, il che significa che tutto ciò che il film non è e non ha lo immaginavamo facilmente anche prima di entrare in sala. Detto questo, e azzerate di conseguenza aspettative e pretese, devo dire che sui comodi sedili dello Smelly abbiamo passato un paio d’ore tutto sommato piacevoli.
A livello di fabula e intreccio, la pellicola gioca esplicitamente sull’alternanza tra innovazione e adesione alla storia “originale” (diciamo disneyana): al suo interno convivono personaggi/eventi del tutto nuovi, personaggi/eventi classici presentati in modo del tutto nuovo, personaggi/eventi classici presentati in modo classico. Non voglio dilungarmi né cedere al demone dello spoiler http://www.zerocalcare.it/2012/05/28/il-demone-dello-spoiler/ [off-topic: consiglio lettura integrale del blog al quale rimanda il precedente link], per cui ecco alcune considerazioni miscellanee e non esaustive:
– Per gran parte del film sono stato molto distratto dalle narici di Kristen Stewart. A tratti sono davvero enormi. Anche un po’ gli incisivi.
– Non si capisce cosa ci facciano, all’asciutto e nel bel mezzo di una foresta, delle cozze grondanti liquami neri—a meno che la foresta maledetta non si trovi in realtà sul fondale del Golfo di Taranto. Allora il nanismo dei nani si spiegherebbe con l’inquinamento da ILVA.
– Il pubblico femminile sembra aver molto apprezzato il cacciatore, un po’ Brad Pitt dei primi tempi. Io, a costo di risultare banale, ammetto di aver preferito Charlize Theron.
– A proposito: ho ravvisato un interessante meta-spunto nel fatto che il ruolo della regina, donna di straordinaria bellezza (=potere) terrorizzata dall’incombere della vecchiaia che la farà sfiorire (ad onta di qualsiasi trucco/incantesimo), sia stato affidato a una modella e attrice in cammino verso i quaranta, che magari già vive o vivrà turbamenti analoghi. O forse è solo una pippa mentale mia e l’hanno scelta perché è bona.
– Ma i nani a un certo punto sono sempre sette anche se uno è morto, o abbiamo contato male?
– Il troll è fatto bene.
– Le scene di battaglie, inseguimenti eccetera ormai sono sempre le solite (e il cervo è un Patronus, poche storie).
– Un sacco di liquidi sono stati versati e/o fatti colare a casaccio durante la realizzazione di questo film.
– In generale la motivazione narrativa latita (ma cfr.§Premessa, sull’azzeramento delle pretese).
– Bellino, eh, il film, però otto euri…”

E il Board, impallidito davanti a sì tanto fraseggiar, chinò la capatosta e svanì all’orizzonte…   🙂 🙂

BED TIME: Tutti noi sappiamo chi sono i nostri amici, ma i nostri conoscenti? Cosa sappiamo veramente di quelle persone che hanno un ruolo minore nella nostra vita di tutti i giorni? E quanto ne sanno loro su di noi? Cesar lavora come portiere in un palazzo di Barcellona. Non sa cosa sia la felicità e si accontenta di trovare le sue ragioni di vita giorno dopo giorno. Affronta il suo lavoro quotidiano praticamente ignorato dagli inquilini del palazzo, ma lui li osserva attentamente. Conosce i dettagli più intimi delle loro vite, sa tutto di loro, specialmente di una di loro. Clara è una giovane donna spensierata e contenta, che vede sempre il lato positivo nelle cose. Il suo approccio positivo alla vita e il suo costante buon umore fanno venire a Cesar la pelle d’oca. Non sarà contento fino a quando non sarà riuscito a cancellare quel sorriso dalla faccia di lei, una volta per tutte, perché Cesar si nutre del dolore degli altri. Gode dell’infelicità e delle angosce altrui e non c’è niente che ami di più che piantare il seme della disperazione e vederlo crescere. In Clara ha trovato la vittima perfetta, e si spingerà fino al limite più estremo pur di rendere la sua vita un inferno. Ma Cesar comincia a sentirsi un po’ troppo sicuro di sé e ben presto tutti quei piani che ha studiato accuratamente cominceranno a palesarsi… Fortunatamente per lui, ha ancora un ultimo asso da giocare.

 

 

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