Let’s Movie CLXIXI

Let’s Movie CLXIXI

MOONRISE KINGDOM –FUGA D’AMORE
di Ves Anderson
USA 2012, 94’
Lunedì 10/Monday 10
22:00/10:00 pm
Smelly Modena

Frosty Fellows,

Ho deciso di s-cacciare tutta la disgrazia invernale che ci è piovuta-no-nevicata addosso nel giro di due giorni nell’intestazione coibentata lassopra, in modo da proteggerci, almeno idealmente, da questo freddo che, sì, come mi si ripete da qualche giorno, è-perfettamente-nella-norma-Sara, ma che no, non-mi-va-proprio-giù-cari.  🙁 Anche perché complica l’approccio delle persone — cioè dei Moviers —verso la questione “uscita da casa”. Il divano diventa Bora-Bora, luogo paradisiaco da cui staccarsi figura tra le 1000 azioni più autolesioniste del manuale del giovane autolesionista, e il mondo là fuori diventa Bolungarvik — sì sì, ricordate bene: Bolungarvik è il paesino islandese dov’è ambientato “Noi Albinoi”, un film che ovviamente tutti avrete visto, con  l’intento di combattere una visione troppo christmascarrol della neve… 😉

Detta questa serie di scemenzuole weather-related, passo ben volentieri a raccontarvi, miei patient Moviers, il Let’s Movie di lunedì scorso.
Vedete, mi capita questa cosa: sono talmente convinta di essere sempre in ritardo per Lez Muvi, che corro anche se non ce n’è affatto bisogno — insomma, running for the run’s sake, se volessi mettervela sull’incomprensibile e ricordarmi di Theophile Gautier. Quindi sbuco trafelata da Trainspotting (ormai lo conoscete, il mio sottopassaggio), evito due sbirri che sorridendo mi ammoniscono “Piano signorina”, a cui rispondo lanciando un’occhiata molto “You don’t know the Power of the Dark Side”. Sorridendo, s’intende… 🙂 Dall’altra parte della strada c’è l’Honorary Member Mic che si sbraccia, ma io sono talmente presa dalla corsa che impiego qualche tempo a metterla a fuoco. Quando poi lo faccio, e abbraccio lei e il suo nuovo taglio fringy-sleek, lei mi tranquillizza come si tranquillizza un giovane Padawan: “Iiiiih mancano 4 minuti.  C’è ancora una vita”. Cavolo. So’ soddisfazioni, queste, penso io.

C’è tutto il tempo per del fun-talking con Mastro&Robin ― il duo sempre pronto a combattere l’evil, lo ricordo ― e per scorgere al Bistrò lì accanto una creatura dai capelli fatalmente mielati — insomma, una Ecce Ancilla Domini, se volessi mettervela sull’incomprensibile e ricordarmi di Dante Gabriel Rossetti. Io e la Mic ci avviciniamo e, aldilà del toast che stringe fra le mani, l’Anarcozumi, che ha fatto una magia a livello tricologico, e ora sa di honey&fairy-tales. E io le guardo entrambe, la Mic e la Zu, con ‘sti look nuovinuovi e fichifichi, e di nuovo penso, cavolo, so’ soddisfazioni, pure queste. 🙂

Soddisfazioni che non finiscono ma proseguono con l’arrivo — alle 8:59 pm, praticamente a gate chiuso —del Fellow Truly Done, che ha capito che il cinema non è solo una ragione di vita (ok, questa è un po’ esagerata, but you know) ma anche un ottimo strumento per imparare l’italiano, lui che è 1 metro e 90 di British English. 🙂

“Utile ma non indispensabile” è stato Il mio commento al termine di “E se vivessimo tutti insieme?”. Non fraintendetemi, s’è riso eh. Specie con l’Honorary Member, a cui il film è piaciuto, e ne sono oreliete (pessima). Alcune situazioni sono davvero funny, come per esempio quando il gruppetto di anziani amici “rapisce” dall’ospizio uno del gruppo…. Oppure le fotografie erotiche scattate dal vecchietto “rapito” dall’ospizio. Ma in realtà non dovrei dire “vecchiETTO”: il diminutivo potrebbe sminuire i personaggi, o renderli più buffi. Anche se, di fatto, uno degli obbiettivi cui il film tende è proprio riportare il vecchio nel mondo, trascinandolo fuori da quella galassia di tabù e distanzianti luoghi comuni in cui la società l’ha relegato. Insomma, una desenilizzazione del senile, se volessi mettervela sull’incomprensibile (sì, questo è l’ultimo “se volessi”, promesso). Su questo, mi ci ha fatto ragionare proprio la Mic. Vi spiego. Nel film c’è uno dei personaggi che si esprime utilizzando un linguaggio particolarmente scurrile — lo  sapete no, il Board è abbastanza sensibile alle parolacce, e se non lo sapevate, ora lo sapete.  Ho sussurrato alla HMM: “Ma dice un sacco di parolacce!”. E lei: “È perché non sei abituata a sentirle da un vecchio”. Ed è così, è esattamente così! Non siamo abituati a sentire un anziano — soprattutto un anziano della borghesia parigina bene — parlare con un determinato tipo di linguaggio. Ci aspettiamo il bon ton, l’etichetta. E questo perché, nell’idea che abbiamo noi dll’anziano, oscilliamo fra Mister Magoo e Gandalf (volevo dire Obi-wan Kenobi, ma poi mi dite che divento ripetitiva con Star Wars, ed è vero, lo divento): uno simpatico e buffo, molto grandpa che infonde tenerezza, l’altro circondato da quell’aura di compostezza/saggezza che incute rispetto . In realtà dovremmo uscire da queste immagini-capestro, che imbrigliano un’età dentro due profili immutabili… Tra quei due estremi infatti PUO’ esistere il vecchio anarchico, organizzatore di sommosse, che dice parolacce anche quando non ce n’è assolutamente bisogno.
Anche due donne del gruppo rappresentano delle anziane che sovvertono il ruolo dell’“anziana” “classica. E qui il regista ha scelto due vere bombe cinematografiche, Geraldine Chaplin e Jane Fonda, lavorando astutamente sul look. Geraldine calza All Stars più spesso di Simon Le Bon, e Jane ha degli outfit con Jeans stretti e camice-taglio-maschile-ma-sexy che sotterranno le orde di venticinquenni made-in-Bocconi che si bruciano la giovinezza votandosi alla combinazione letale foulard&ballerine. Ammirazione infinita per queste due signore, e signore attrici, del cinema: hanno quell’eleganza dello spirito che trascende le rughe e non invecchia mai — questo ci sia di conforto: class is ageless.

Gli altri due personaggi maschili, l’allupato sciupafemmine e il malato di Alzheimer, sono due figure più convenzionali, anche se conservano comunque dei tratti comici ben definiti, specie l’allupato. Il film ci mette davanti a una realtà che dovremmo affrontare — gli ultimi anni della vita ed eventuali malattie— senza però farne grandi drammi. È tutto molto  soft, come la bara rosa che Jeanne (Jane Fonda) sceglie per il proprio funerale. Ecco, sì: il film è come una bara rosa — un memento mori in una confenzione pink…

Mi aspettavo più comicità, forse. Più lame affilate. Viziata dal rasoio di “Cena tra amici”, avrei voluto un po’ più di mordente, d’incisività. Invece il film rimane morbido, con dei momenti di velata malinconia e rassegnazione, ma morbido. In certi istanti avevo come la sensazione che il film non sapesse bene quale strada prendere — come se si chiedesse, il film, voglio far ridere? Voglio far riflettere? Voglio intristire? Voglio sdrammatizzare? Forse ha cercato di fare un po’ tutte queste cose, non riuscendo particolarmente bene in nessuna. Riuscire bene in tutte queste cose è un’ambizione molto molto alta cui tendere… Forse ci si arriva quando non ci si tende — chissà se i registi di “Quasi amici” se ne sono resi conto, mentre l o giravano?

O magari il vero perché di “E se vivessimo tutti insieme” sta proprio nella delicatezza con cui pone certi argomenti ― “ci sono anche altri modi oltre l’incisività, sai, Board…”… Sta di fatto, e su questo fatto c’ho riflettuto, che un film non può solo evocare. Dovrebbe dire, anche. Trovare una semantica sua e concentrarsi su uno o più aspetti e dirli con attraverso quella semantica. Per esempio “Amour” aveva scelto una lingua ben precisa per raccontare la questione della malattia e del decadimento. Una lingua dura, non c’è dubbio, ma precisa. “E se vivessimo tutti insieme?” dondola fra il sorrisetto (non si ride mai grasso) e la fronte corrugata-ma-non-troppo. Un po’ né carne né pesce. Come nel finale, che chiude con una scena corale alquanto drammatica quasi a controbilanciare la scena precedente (felice, a mio parere) del funerale con il feretro rosa. Insomma, non c’è decisività, e ho capito che la decisività va di pari passo con l’incisività…
Anche l’Anarcozumi è rimasta poco convinta — mentre Chris had fun, just like the Honorary Member. Let’s Movie spaccato, Let’s Movie approvato, dico io. 😉

Prima di passare alla nostra proposta settimanale, diamo il benvenuto a Florian, che ora si spoglierà di un nome che ci piace tanto e infilerà i panni del Fellow Läufer Flo: un nome uno scioglilingua! (Provate un po’ a ripeterlo…). 🙂 Questo appellativo per via dei suoi piedi, che avrete capito non sono esattamente da pantofole&plaid, e per via delle sue radici che avrete capito non affondano esattamente nell’entroterra calabrese. Flo, wie Ich dir gesagt habe, wirdst du ein wunderbarer Movier sein (mamma mia! Pussa via, spirito teteshko che alberghi in me! Raus!).

Approfitto anche per salutare, Roberto, anzi Robeywatch, il bagnino di Let’s Movie che solerte consiglia le corsie meno trafficate al Board dai boArdi della White Madonna (piscina celestiale di Trentoville che non ha nulla ma proprio nulla a che fare con la criminal Foggy, luogo di pirahna e criminalità organizzata…). 🙂

Questa settimana, Moviers, ho una curiosità dentro, ma una curiosità di quelle…

MOONRISE KINGDOM –FUGA D’AMORE
di Ves Anderson

Ne so pochissimo, di questo film, se non che il film ha aperto con successo l’ultimo Festival del Cinema di Cannes, che il regista è quello de “I Tenenbaum” e di “Il treno per il Darjeeling”, e che ha un cast di attori che, Bruce Willis a parte, ci stuzzicano molto e che, a parte Bruce Willis, include Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton e Harvey Keitel. Edward Norton è di proprietà dell’Honorary Member, quindi è off limits, ma abbiamo comunque l’imbarazzo della scelta ― Bruce Willis a parte (!). Non so, mi sembra un film molto poco conventional e molto tanto intriguing, con quelle ambientazioni e quei colori anni ’60 che fanno sempre interesse… È allo Smelly, purtroppo. Ma promettiamo al Mastro di fare un minuto di silenzio prima del “play” per espiare quella Sehnsucht da cinemaastra di cui tutti sicuramente soffriremo. E quanto allo smell, be’, contro quello possiamo poco, purtroppo.

Bene Fellows, frosty e non, anche per oggi ho detto tutto ― o meglio, la metà del tutto che vorrei dirvi ogni volta, ma non si può volere tutto dalla vita…  Graziegrazie delle orecchie e degli occhi, della pazienza e della clemenza. Vi chiedo di fare la carità a un povero Movie Maelstrom e di non saltarlo a pié pari, cosa che invece potete fare con il riassunto. Sperando di vedervi numerosi domani, vi prego di accettare dei saluti, che sono saratoga-il-silicone-sigillantemente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

 MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

Giusto per farvi dormire sonni tranquilli, vi informo che ieri notte si è conclusa la Star Wars Marathon, sei episodi sei, grazie alla Fellow Junior e al WG Mat, detto anche Master Mat. Purtroppo il Board è ancora un Padawan: per diventare uno Jedi (da leggersi “Gedai” eh) i due geni del male testé menzionati hanno messo appunto lo “Star Wars Test” con un numero imprecisato di domande, e solo superandolo, solo allora, “a Jedi will I be”…
Dato che la mia vita non è più la stessa da quando ho scoperto Yoda e Darth Vader ― le due facce di una medaglia che tutti ci rigiriamo fra le mani, sappiatelo ― e soprattutto da quando ho scoperto che i Forrester di Beautiful non sono nulla al confronto degli Skywalkers di “Guerre Stellari” (vedasi “I am your father”, “She is your sister”), cerco di coinvolgervi nella follia che mi ha contagiato attraverso questo  http://www.youtube.com/watch?v=R55e-uHQna0, una rivisitazione in chiave “kid” del mito, che trovo irresistibile…

…E come disse il grande Jedi Qui-Gon Jinn al piccolo Anikin Skywalker: “Remember, concentrate on the moment. Feel… don’t think. Use your instincts”, Moviers… 😉

 

MOONRISE KINGDOM –FUGA D’AMORE: Sam e Suzy si conoscono casualmente a una recita ed è subito colpo di fulmine. Si innamorano al punto di decidere di scappare insieme, lontano, e architettano il piano nel minimo dettaglio. I cittadini sono sconvolti e la fuga dei ragazzi getta nel caos l’intera comunità. Mentre le autorità li cercano, altre inaspettate e divertenti vicende metteranno completamente a soqquadro l’intera isola in cui vivono Sam e Suzy.

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