Let’s Movie CLXIV

Let’s Movie CLXIV

LA MIGLIORE OFFERTA
di Giuseppe Tornatore
Italia, 2013, 124’
Giovedì 18/Thursday 18
21:00/9:00 pm
Supercinema Vittoria/Viktor Viktoria

Memo Moviers,

Siccome mi ritrovo sempre a combattere con la volumetria delle mail di Let’s Movie, nonché con il terrorismo psicologico che avete giustamente adottato quale arma per difendervi dalle miglia&più di chiacchiere con cui vi asfalto la domenica sera, mi capita di accumulare una quantità non indifferente di cose da dirvi che devo, nolente o nolente, dilazionare nel tempo, come le scorte quando si stava in austerity ― tutti ricordate, vero? Quindi sappiate che c’è una mole pressoché antonelliana di aneddotica&altro che aspetta di esservi rivelata e che nel frattempo riposa nel silos Aneddotica&Altro. Per esempio rimando da quasi tre settimane di raccontarvi della gita che un tipo, un Sir per la precisione, di nome Tim Berners-Lee fece in quel di Trentoville durante gli ICT Days ― la tre-giorni di geek bazzicanti in area Trentorising verso il 20 marzo. Ecchi è costui? Costui è il dad del worldwideweb ― assonanza inclusa. Una specie di Steve Jobs, ma senza il suo carisma, purtroppo, quel talento d’incantare folle e stregare masse, quello non c’era, purtroppo…but still, se n’è uscito con un paio di cosucce che mi hanno fatto pensare ― oltre al confermare ancora una volta la capacità tutta trentina di far passare eventi come questo in sordina. 🙁
Quello che mi ha fatto pensare, e nello specifico a voi, durante lo speech che Tim ha tenuto, è stato il concetto di “Stretch-friend”. Ecche d’è staroba? Lo stretch-friend ― sì, “stretch”, come quello che DOVRESTI fare, Board, prima di ogni allenamento ― è la nuova modalità di estensione delle conoscenze che il web permette, attraverso, per esempio, google, che ti dice “Ecco x persone che potresti conoscere”. “A stretch-friend is like you, but is different from you”, nota Tim, e aggiunge, “it makes you enter a discomfort to discover something new and cross your barrier”…Credo che Let’s Movie rientri proprio in questa sana pratica del friend-stretching ― in fondo un Movier è uguale a me e diverso da me, e allarga i miei orizzonti (oltre ad allungare la mailing-list ;-)). E Tim chiude il discorso così, “you have to try to understand how to stretch yourself and cross barriers”. Non è propriamente la scoperta dell’acqua calda, commenterebbero gli idropuristi, ma questa cosa del discomfort e del same-but-different e dello stretch-friend mi ha fatto dire, cavolo, ho una letteratura da citare quando spiego che diavoleria è Let’s Movie. 🙂 🙂
Questa premessa teorica per passare alla pratica… Questa settimana tre Fellows tre si guadagnano la targa del Recruiter-del-mese per aver fatto opera di Stretch-friending e Lezmuvi-disseminating.
La Fellow Vaniglia ha abilmente introdotto a Let’s Movie Ingrid, ovverosia Ingrid BergWOman, che d’ora in avanti sarà la Responsabile Lez Muvi dell’area bolzanina ― con una cine-identità del genere, così ricca di storia del cinema dentro, farà un ottimo lavoro, ne siamo certi. E speriamo d’incontrarla presto anche qui a Trentoville, magari in una serata da scontro targa stradale TN-BZ. 😉
Il Fellow Fiiii ha il merito di aver diffuso il verbo lezmuviano (mammamia Board, mammamia) a Roma. Quindi oltre alla nostra amata cine-doc(umentarista) la Fellow Emalaiv e al nostro forense vip il Fellow Testone, la zona capitolina ora vede anche la collaborazione di Veronica, che nel nostro universo sarà la Fellow V, anche lei per motivi di storia della cinematografia ― ricorderete tutti “V per Vendetta” ― e per motivi cromatici ― “…vermiglio il suo volto si fece quando ad essa favella si proferì”, documenta il nostro nuovo stagista reporter, Alighieri Dante. Sono molto contenta di avere una V in Let’s Movie: gli scrittori sono tutti un po’ Vendicatori e un po’ Vermigli, Veronica… 😉
Il WG Mat per una volta ha fatto il suo dovere 🙂 e ci ha presentato Anna, veronesa trapiantata a Trentoville per via di un esperimento non botanico bensì avvocatesco, che ribattezziamo Fellow Dalla-Anna-alla-Zeta per via dell’alfabeto che si porta nel nome&cognome e, inoltre, di un cognome molto africano che piacerebbe tanto, ma proprio tantissimo, al nostro rettilologo/erpetologo di fiducia, il Movier Magnanimo. 😉
Provvederemo quanto prima a spedire la targa premio ai recruiter. Ai baby Moviers appena nati, diamo un caloroso benevenuto (“caloroso benvenuto” temo risalga a Portobello) e dico loro di prepararsi ai km di asfalto domenicali e chiedo di cercare di seguire/promuovere la programmazione lezmuviana nelle loro aree geografiche. E aggiungo, se volete spedirmi commenti/suggerimenti/lamenti/tormenti fatelo pure scrivendo a [email protected]. Come i Moviers Senior ormai sanno bene, il copia-incolla da una mail di un Movier alla mia mail domenicale è fonte di gaudium molto magnum. 🙂
Esaurita anche la parte pratica dopo quella teorica, entriamo finalmente nel vivo. Il Let’s Movie di mercoledì mi ha regalato la presenza della Honorary Member Mic, che non poteva certo resistere al richiamo della canotta (di Ryan Gosling, e-di-chi-sennò), e la Fellow Vaniglia, che non vedevamo da un po’ ― lei sostiene per via di didattiche serali, ma noi, vista la stunning tan con cui si è presentata, e che lei sostiene essere frutto di un terrazzo in pausa-pranzo, siamo convinti che sia stata in qualche località da mari del Sud, quei paesaggi cortomaltesiani che vediamo sui depliant delle agenzie oppure dentro la nostra immaginazione :-). Dopo essermi detta “you, lucky Board”, ci gettiamo nel mondo promiscuo del Pornoroma, che mai e poi mai si spoglierà di quel sapore promiscuo, quell’aria da cinema di solitudine e lussuria che lo spedisce anniluce dalla purezza castadiva dell’Astra del nostro Mastro.
“Come un tuono” ha diviso la critica lezmuviana. La Fellow Vaniglia non ne è rimasta colpita, mentre la Honorary Member Mic sì ― e non solo per via della canotta che, credetemi, richiamava di brutto. Io in questo caso angolodellabilancia ― voce del verbo, caso mai non sapeste ― e propendo dalla parte della Mic.
A un primo sguardo si potrebbe dire che sono due film. Nella prima parte, lo sbandato&canottato Luke scopre di essere padre e cerca di ricucire un rapporto con il bambino e la madre del bambino. È uno sbandato perché sbanda nella vita, con la sua moto da cross e la sua vita di espedienti e rapine. Questa prima parte si chiude con il colpo di scena dei colpi di scena ― un sussulto formato triplo si alzò dalla squadra lezmuviana ― e apre la seconda parte in cui il protagonista è il poliziotto responsabile del colpo di scena dei colpi di scena (che a questo punto avrete capito tutti, no?). Questo poliziotto, Avery Cross, alias Bradley Cooper ― che convinse la Fellow Vaniglia 😉 ― pur non dandosi pace per la fine di Luke di cui si sente responsabile, si costruisce una carriera di successo e cresce un figlio, guarda caso proprio dell’età del figlio di Luke. Guarda caso, i due figli finiscono per frequentare la stessa scuola e…. E se volete vedere come va avanti, recuperate questo Let’s Movie e andate al cinema.
Due film al prezzo di uno, dicevamo, perché c’è una vera e propria cesura anche a livello di ritmo nelle due parti: la prima è molto lenta, molto intrisa di silenzi e poca azione, a eccezione delle rapine di Luke e le sue peregrinazioni in moto; la seconda è molto più cinetica e ha per protagonista il poliziotto Avery, la sua vita, e il cambiamento che la sua vita subisce dopo l’accaduto. È come se il fatto, nonostante le medaglie al valore e le scene di delirio tipico-americano “here-it-is-our-hero” della comunità in cui vive, macchiasse per sempre il suo presente, e anche il suo futuro. Una macchia incancellabile. Ed è un messaggio sottile, questo, infilato in un montaggio pieno di sottigliezze e di rimandi, di scene che ritornano e si sovrappongono, come le strade prima percorse da Luke sulla sua moto e poi da suo figlio Jason in bicicletta, oppure da sapienti incroci di caratterizzazioni dei personaggi, come quella del figlio di Avery, A.J., ricco adolescente viziato e prepotente che cresce “male” nonostante la presenza di un padre che gli ha dato tutto, e quella di Jason che, nonostante l’assenza del padre biologico, cresce “male” per via del vuoto che sente dentro. Per certi versi i due ragazzi sono una coppia sventurata di gemelli nello spirito: ad A.J. manca l’affetto del padre, troppo impegnato a far carriera nella stessa misura in cui a Jason manca quello del suo padre naturale, Luke. Sapete, ora che faccio mente locale, penso che “Come un tuono” contenga tre film, non due. La storia di Jason e A.J. ha una sua indipendenza strutturale che deve molto anche alla mano del regista, che in poche scene ha saputo tratteggiare molto bene i due ragazzi.
Mi sembra di poter dire che “Come un tuono” sia molto caratterizzato dal tropo (sì lo so, non dite nulla) de “le colpe dei padri ricadranno sui figli” e della circolarità degli eventi. Non c’entra nulla con questo, ma la circolarità mi riporta alla mente una delle scene iniziali del film: Luke, in sella alla sua moto, che gira vorticosamente dentro una sfera-gabbia di metallo in uno show da motociclisti… L’immagine è molto forte, e fastidiosa, sia per il rumore assordante del motore, sia per il significato a cui rimanda. Il tentativo di Luke di uscire dalla gabbia ― la gabbia è la provincia americana, squallida come non mai ― e di costruire qualcosa nella legalità, riprendendosi la sua famiglia, non è realizzabile, e lo porta a investire il suo talento da centauro in scopi criminali. Luke è una figura estremamente interessante, il reietto degli anni ’90, Metallica su magliette lise e anfibi cattivi, fisicità importante con dentro un cuore di panna, occhi canini, tristi e dolcissimi, che portano iscritti il fallimento verso cui stanno andando incontro….
Menzione speciale a Luke/Ryan, la cui schiena, o meglio, il ricordo della di lui schiena che apre il film (mille punti per il regista, mille), basterà a me e alla Honorary Member per i prossimi 6-7 mesi :-), e anche a Bradley Cooper, specie nella scena dallo psicologo ― gli riescono bene, le scene dallo psicologo, a Bradley, come ne “Il lato positivo” (il Fellow Fiiii concorderà).
E questa settimana recuperiamo quello che avevamo perso per strada…

LA MIGLIORE OFFERTA
di Giuseppe Tornatore

Lo ammetto, non salto di gioia. Ma Tornatore va visto, non foss’altro per quel “Nuovo Cinema Paradiso” che abbiamo tutti tutti tutti scritto nel cuore. E anche “La sconosciuta”, che a me era piaciuto tanto tanto. Immagino che parecchi di voi abbiamo già visto “La miglior offerta”, dato che uscì a gennaio, ma se in mezzo a voi c’è qualcuno che se l’è perso, questa è l’occasione giusta per rimediare. E se c’è qualcuno che vuole tornare a vederlo, faccia pure il tornatore e torni. 😉
Prima di salutarvi, volevo dire al Mastro che è sempre sempre deep-in-my-heart e che il film “Tutto parla di te” non so se riesco a vederlo, ci penso, ma esorto comunque ufficialmente i Fellows a farlo…
Ed ora è proprio ora di andare, my stretch-friend Fellows, anche se il silos è sempre pienissimo di cose, tipo, l’alone cinematografico attorno al furto dei lingotti d’oro dell’altro giorno in zona comasca (che si riallaccia benissimo alle rapine di Luke nel Let’s Movie di questa settimana!), oppure la mostr(iciattol)a fortografica che ho visto qualche tempo fa, oppure…
Va be’, meglio che vi lasci proseguire nel Movie Maelstrom e saltare il riassunto e ricevere i miei “tanti-grazie” e miei saluti, questa sera, mnemonicamente cinematografici.

Let’s Movie
The Board

MOVIE-MAELSTROM – “This can be nothing else than the great whirlpool of the Movie-Maelstrom…” (E.A. Poe rivisitato dal B(o)ard)

…Oppure la colonna sonora di “Come un tuono”, che contiene pezzi speciali, come questa canzone che ho ritrovato molto volentieri http://www.youtube.com/watch?v=129kuDCQtHs (tra Boss e Board ci s’intende alla perfezione, you know… :-)) e anche la Ninna Nanna per Adulteri, del nostro Ennio, http://www.youtube.com/watch?v=DBFIKLzmpk8
…E se avete 10 minuti di tempo, se siete nel mood, e volete bearvi/struggervi un po’, provate questa bellezza di Arvo Pärt, http://www.youtube.com/watch?v=Em66qzGfC1I

LA MIGLIORE OFFERTA: Virgil Oldman (Geoffrey Rush) è un genio eccentrico, esperto d’arte, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. La sua vita scorre al riparo dai sentimenti, fin quando una donna misteriosa (Sylvia Hoeks) lo invita nella sua villa per effettuare una valutazione. Sarà l’inizio di un rapporto che sconvolgerà per sempre la sua vita.

 

 

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Leave a Reply